10 ritrovamenti che hanno segnato il 2015

Nel corso del 2015 ci sono stati notevoli progressi nel campo della Bioarcheologia – lo studio delle antiche ossa umane – così come molti casi di studio interessanti che ci mostrano come le persone, in passato, non erano poi così diverse da noi. Rivedendo alcuni temi principali e alcune storie di questo anno che sta per terminare, diventa chiaro come i ricercatori stiano migliorando la comprensione delle persone e degli eventi proprio grazie allo studio delle ossa dalle quali emergono molti elementi segreti.

Ecco alcune delle storie principali che hanno caratterizzato questo 2015:

1 – Trovata la tomba di Filippo II …ma qual è lo scheletro di Filippo?

Figura 4 da Bartsiokas et al. 2015, PNAS. Vista laterale della gamba sinistra dell'individuo 1 in flessione mostra la massiccia anchilosi al ginocchio. (Foto: : A. Bartsiokas)

Figura 4 da Bartsiokas et al. 2015, PNAS. Vista laterale della gamba sinistra dell’individuo 1 in flessione mostra la massiccia anchilosi al ginocchio. (Foto: : A. Bartsiokas)

Nel mese di maggio e poi di nuovo nel mese di luglio, due diversi gruppi di ricercatori hanno affermato di aver identificato le ossa di Filippo II, padre di Alessandro il Grande, in una tomba a Vergina (Grecia). Il problema? I due team hanno individuato due insiemi di resti completamente diversi. Parte del problema è dovuta al fatto che la tomba di famiglia ospita più persone e parte è dovuta al fatto che lui e molti dei suoi familiari sono stati cremati. Curiosamente, le ossa della tomba di famiglia non sono mai state analizzate sistematicamente da una sola persona o un gruppo, per cui i ricercatori sono in difficoltà non potendo visionare tutte le prove.

Quindi rimanete sintonizzati sui lavori futuri che potrebbero finalmente risolvere la questione.

2 – Ritrovato un nuovo ominide

Vista laterale del cranio di DH1, un esemplare della specie di ominide battezzato Homo Naledi. (Foto: J. Hawks)

Vista laterale del cranio di DH1, un esemplare della specie di ominide battezzato Homo Naledi. (Foto: J. Hawks)

Dopo soli due anni di ricerca è stato annunciato, nel mese di settembre, il ritrovamento di un nuovo ominide: Naledi. La Rising Star Expedition ha sfidato condizioni insidiose in una grotta del Sud Africa per riportare alla luce centinaia di frammenti fossili di questa nuova aggiunta al nostro albero genealogico. Oltre a ciò, i membri della spedizione hanno pubblicato i loro risultati, di libera consultazione, e fatto scansioni 3D dei fossili immediatamente disponibili. Dal momento che la pubblicazione e la condivisione di ricerche sugli ominidi fossili richiedono spesso decenni, questa nuova e massiccia scoperta ha cambiato radicalmente il modo in cui si arriva a parlare di evoluzione umana.

3 – Il teratoma

Primo piano dell'addome della sepoltura CNS U2-60 da Eten, Perù. Resti di un teratoma ovarico sottoforma di piccole chiazze tra la gabbia toracica e il bacino. (Foto: H. Klaus)

Primo piano dell’addome della sepoltura CNS U2-60 da Eten, Perù. Resti di un teratoma ovarico sottoforma di piccole chiazze tra la gabbia toracica e il bacino. (Foto: H. Klaus)

L’attenzione con cui viene scavata una tomba e la sua buona conservazione possono determinare i risultati dello studio di un’antica sepoltura. Una tomba ben conservata ad Eten, Perù, risalente al XVI secolo sembrava essere, in un primo momento, una semplice sepoltura cattolica. Ma gli archeologi, che hanno analizzato meticolosamente la gabbia toracica dello scheletro ritrovato, hanno notato frammenti di ossa e denti. Hanno infine evidenziato la presenza di un teratoma o cisti costituita da tessuti e a volte addirittura parti di organi diversi.  Mentre questi tumori sono ben noti in popolazioni moderne, non è così per le popolazioni antiche. Infatti la scoperta di quest’anno è solo la terza proveniente dal mondo antico. Scavare con cura ripaga sempre!

4 – Lo scheletro di Farinelli mostra gli effetti della castrazione

Carlo Broschi, meglio conosciuto come Farinelli, seduto al centro in questo dipinto di Jacopo Amigoni, 1750-1752. (Immagine dall'utente Sailko in Wikimedia Commons.

Carlo Broschi, meglio conosciuto come Farinelli, seduto al centro in questo dipinto di Jacopo Amigoni, 1750-1752. (Immagine dall’utente Sailko in Wikimedia Commons.

All’inizio di quest’anno, sono state esaminate le ossa di un uomo del XVIII secolo, il famoso italiano il cui nome d’arte era Farinelli, al secolo Carlo Maria Michelangelo Nicola Broschi. Contrariamente a servizi dei media, frettolosi e storicamente non accurati, riguardanti scheletri “transgender”, le ossa di questo uomo hanno dato ai bio-archeologi una reale opportunità di studiare persone vissute al di fuori dei tradizionali canoni di sesso o di genere. Farinelli era insolitamente alto e aveva il cranio insolitamente spesso, entrambi gli elementi erano dovuti alla sua castrazione. Ci sono pochissimi esempi al mondo di individui noti con tale menomazione, ma possono essere la chiave per la nostra comprensione della variazione di sesso e genere in passato, in un modo che gli artefatti possono solo suggerire.

5 –  Il trafugamento di tombe del XIX secolo ha disumanizzato i poveri e la gente di colore

Evidenza di craniotomia dal cimitero del XIX secolo della Erie County Poorhouse I poveri e i neri sono stati sottoposti a dissezione in percentuali spropositate nelle scuole di medicina, spesso perché i loro corpi sono stati trafugati dai tombaroli. (Foto: K. Nystrom)

Evidenza di craniotomia dal cimitero del XIX secolo della Erie County Poorhouse I poveri e i neri sono stati sottoposti a dissezione in percentuali spropositate nelle scuole di medicina, spesso perché i loro corpi sono stati trafugati dai tombaroli. (Foto: K. Nystrom)

Quest’anno, un tema di crescente interesse per la Bioarcheologia, è stato la violenza strutturale, ovvero il concetto che la violenza venga perpetrata indirettamente su gruppi di persone, attraverso strutture culturali o governative che consentono il verificarsi di disuguaglianze e ingiustizie. Questo tipo di violenza è stata ben illustrata quest’anno attraverso la ricerca effettuata nei ricoveri e nei cimiteri che hanno rivelato come, questi gruppi meno fortunati, ne venivano colpiti in modo totalmente non paritario. La paura del trafugamento delle tombe, diffusasi tra la comunità nera nel tardo XIX secolo, ha portato a una ricomparsa di funerali costosi per timore della perdita d’identità e che i cadaveri veissero consegnati alle scuole di medicina dei bianchi. La storia delle scuole mediche americane è indissolubilmente legata allo sfruttamento di poveri corpi neri, e i bio-archeologi stanno portando questa storia alla luce in modo da poter imparare di più sulla violenza strutturale del passato e del presente.

6 – Le vittime ebraiche dell’Inquisizione finiscono nelle discariche in Portogallo

Individuo 1 dallo scavo della discarica della Corte dell'Inquisizione a Evora, Portogallo (Foto: B. Magalhães)

Individuo 1 dallo scavo della discarica della Corte dell’Inquisizione a Evora, Portogallo (Foto: B. Magalhães)

Nonostante l’esistenza di documenti storici e progetti architettonici del carcere associato con la Corte di Inquisizione di Évora, in Portogallo, nessuno avrebbe potuto sospettare la presenza di corpi gettati nella discarica fino a quando gli archeologi li hanno ritrovati e hanno pubblicato i loro risultati nel mese di agosto. Le persone nella discarica erano i cosiddetti eretici, ebrei che vissero in Portogallo tra il XVI e il XVII secolo. In quel periodo era illegale professare la loro religione ed era punibile con multe, carcere e persino la morte. La posizione dei corpi, a faccia in su, a faccia in giù, di lato, piegati, ha dimostrato che i carcerieri, che li gettavano nella discarica, hanno perpetrato un’ultima ingiustizia: hanno negato a queste persone un funerale adeguato.

7 – La ricetta mesoamericana per lo spezzatino cannibale 

Frammenti di ossa lunghe di umano adulto dal VI secolo a.C. da Tlatelcomila, Messico. (Foto: A. Trujillo-Mederos)

Frammenti di ossa lunghe di umano adulto dal VI secolo a.C. da Tlatelcomila, Messico. (Foto: A. Trujillo-Mederos)

Nel mese di maggio, uno studio ha rivelato la scoperta di ossa umane cucinate nei pressi di Città del Messico, databili intorno al 600 a.C.. I bio-archeologi volevano sapere esattamente come sono state cucinate e con che cosa. Una serie di test sulle ossa ha dimostrato che alcuni tagli di carne umana erano stati cotti alla griglia, mentre altri erano stati bolliti. Più affascinante, però, era il colore giallo delle ossa bollite, probabilmente perché venivano cucinate a fuoco lento con spezie come l’annatto o i peperoncini. Grazie ai nuovi progressi nelle tecniche di analisi, possiamo ora ricreare gli ingredienti dell’antico spezzatino cannibale.

8 – I soldati di Napoleone soffrirono di malnutrizione durante le campagne militari

Foto scattata durante lo scavo della fossa comune napoleonica a Vilnius. (Foto: R. Jankauskas)

Foto scattata durante lo scavo della fossa comune napoleonica a Vilnius. (Foto: R. Jankauskas)

Una ricerca di due dottorandi ha rivelato, nel mese di luglio, che gli uomini di Napoleone, i soldati della Grande Armée che perirono a Vilnius, erano malnutriti prima ancora di incontrare la morte in battaglia. L’attento studio delle loro ossa ha rivelato che provenivano da diverse parti d’Europa, soprattutto Spagna e Africa. C’erano anche diverse donne nella fossa comune, prova evidente che era presente personale di supporto, o forse anche mogli dei soldati, che hanno sopportato lo stesso difficile inverno. Le analisi delle ossa dei soldati di Napoleone aggiungono nuove e importanti informazioni per la creazione di una ricca documentazione storica.

9 – I Nativi dell’Alaska lavorano con gli archeologi per conoscere il loro passato

 

Quando una coppia di antiche sepolture è stata trovata a Point Barrow, in Alaska, gli Anziani di Barrow hanno richiesto la presenza di antropologi per eseguire il test del DNA sia sulle antiche ossa che sui nativi contemporanei per scoprire di più sulle loro origini. Il team di ricerca ha scoperto che venivano celebrati molti matrimoni misti e vi furono spesso migrazioni tra le zone dell’Alaska, del Canada e della Groenlandia, il che coincide perfettamente con le testimonianze orali degli anziani dell’Alaska. La collaborazione tra gli anziani di Barrow e il team di ricerca antropologica è rivoluzionaria, in quanto esiste una lunga storia di diffidenza da entrambe le parti a causa di un’antica discriminazione. Il lavoro, che coinvolgerà i soggetti interessati della comunità a comprendere il loro passato, sarà di sicuro ben accetto nella ricerca bio-archeologica del prossimo anno.

10 – Scansione 3D, stampa 3D, e analisi del DNA accelerano gli studi sulle ossa 

Utilizzazione di uno scanner NextEngine 3D per digitalizzare un molare dal sito medievale di Berlino Petriplatz. (Foto: K. Killgrove)

Utilizzazione di uno scanner NextEngine 3D per digitalizzare un molare dal sito medievale di Berlino Petriplatz. (Foto: K. Killgrove)

La bio-archeologia è andata avanti quest’anno attraverso l’utilizzo di tecnologie che recentemente sono diventate più veloci, migliori, e più economiche. La scansione e la stampa 3D hanno rivoluzionato l’antropologia forense, la bio-archeologia, e la paleoantropologia, trasformando le ossa in strumenti di insegnamento e di studio. Così il numero di studi sul DNA dei ritrovamenti è salito alle stelle quest’anno. Tra le affascinanti applicazioni dell’analisi sul DNA restano in primo piano quelle sulla Peste, sulla Sindone di Torino, e sulle origini dei primi americani.

Ripensando al 2015, le storie che risultano essere veramente innovative, sono quelle in cui i ricercatori hanno trovato individui unici con storie di vita da raccontare attraverso le ossa; in cui sono riusciti a umanizzare il passato, a volte mostrando la disumanizzazione che c’era a molti livelli della società;  in cui hanno usato nuove tecniche per rispondere a quesiti che fino a cinque anni credevamo impossibili da risolvere.

Forbes traduzione di Annalisa Iezzi

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