1916 – 2016 Un San Patrizio speciale

Ogni anno il 17 marzo si festeggia il giorno di San Patrizio, patrono d’Irlanda assieme a San Colombano e Santa Brigida. E’ questo il giorno della sua morte avvenuta nel 461. Di San Patrizio conosciamo tutti la fama di Santo ed evangelizzatore e la quantità di episodi leggendari narrati su di lui. Persino il Trifoglio, simbolo dell’Irlanda, viene attribuito all’uso che ne fece per spiegare il concetto di Trinità agli irlandesi, mostrando loro l’esempio delle tre foglie unite in un unico stelo.
La festa del 17 marzo è diventata talmente popolare che la si celebra in tutto il mondo, in ogni luogo dove esista una comunità irlandese e non solo. Oggi anche i non irlandesi ricordano Saint Patrick’s Day, una festa soprattutto all’insegna di birra e divertimento. Famosissime le parate negli Stati Uniti, ma persino in Italia sono numerose le celebrazioni.

San Patrizio da una vetrata della chiesa di Cristo Luce delle Genti a Oakland, California

San Patrizio da una vetrata della chiesa di Cristo Luce delle Genti a Oakland, California

Quest’anno per l’Irlanda la festa in qualche modo raddoppia. Sebbene l’indipendenza irlandese dalla Gran Bretagna sia stata sancita solo nel 1921, per i repubblicani irlandesi “puristi”, la guerra d’indipendenza iniziò con la proclamazione della Repubblica irlandese durante la Easter Rising, la Rivolta di Pasqua, del 1916. Secondo questa prospettiva, il conflitto combattuto tra il 1919 ed il 1921 fu una guerra per la difesa della Repubblica, contro i tentativi di negarla.

Proclamazione delle Repubblica indipendente del 1916

Proclamazione delle Repubblica indipendente del 1916

A partire dall’Atto di Unione del 1800, tramite il quale Irlanda e Gran Bretagna andarono a formare il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda, l’opposizione a questa unificazione non si spense mai assumendo due forme distinte: una basata sull’attività parlamentare, l’altra sulla resistenza armata. Alcune sommosse nella seconda metà dell’800 furono represse nel sangue, ma i numerosi movimenti indipendentisti proseguirono le proprie attività in clandestinità.

Sul fronte parlamentare una prima vittoria si ebbe nel 1912, quando l’ Irish Parliamentary Party di Charles Stewart Parnell strappò, con tecniche di ostruzionismo, l’approvazione alla terza proposta di legge autonomista che avrebbe dovuto garantire la formazione di un Parlamento Irlandese con poteri autonomi e sede a Dublino.

James Connolly

James Connolly

I partiti conservatori britannici e degli Unionisti reagirono organizzando un vero e proprio gruppo para-militare denominato Volontari Unionisti il cui scopo era di opporsi con la forza all’applicazione della legge appena emanata.
Per tutta risposta alla creazione di questo movimento armato, gli indipendentisti irlandesi fondarono il 25 novembre 1913 il movimento dei Volontari Irlandesi, una organizzazione che aveva lo scopo di difendere, anche con la forza, l’attuazione della legge del 1912; L’organizzazione venne affiancata dall’Esercito dei cittadini irlandesi, fondato da James Connolly.

Il 18 settembre 1914 la legge così controversa (denominata Home rule) ottenne il placet della corona britannica, con una ampia esclusione che comprendeva la provincia dell’Ulster; l’entrata in vigore della legge venne però rinviata alla fine della Prima guerra mondiale.

La via armata

A un passo quindi dalla realizzazione del primo parlamento indipendente irlandese, seppure con l’esclusione della provincia settentrionale e con molte limitazioni, l’Home rule venne sospesa. La reazione spostò le speranze sulla lotta armata.

Nel 1915 in seno alla Fratellanza Repubblicana Irlandese venne formato un comitato militare, comprendente Tom Clarke, Joseph Plunkett e Patrick Pearse, con lo scopo di promuovere un’insurrezione armata. Nel gennaio del 1916 il comitato incontrò James Connolly e lo convinse a unirsi all’insurrezione con l’Esercito dei cittadini irlandesi. Nel corso della riunione, venne deciso di promuovere l’insurrezione nella Settimana santa.

La Rivolta di Pasqua  (in gaelico Éirí Amach na Cásca)

Pádraig (inglesizzato Patrick) Pearse

Pádraig (inglesizzato Patrick) Pearse

Pádraig Pearse, poeta, insegnante e avvocato guidò i volontari irlandesi, uniti con l’Irish Citizen Army di James Connolly, all’occupazione dei punti nevralgici di Dublino.  Il quartier generale fu stabilito nel General Post Office di O’Connell Street : dai suoi scalini Pearse lesse ai perplessi passanti la dichiarazione da lui redatta che proclamava l’Irlanda una repubblica, di cui il suo gruppo costituiva il governo provvisorio.

L’insurrezione era stata progettata da Pearse e gli altri senza che egli ne fosse a conoscenza il leader degli Irish Volunteers, Eoin MacNeill. Scoperte le loro intenzioni all’ultimo momento, egli cercò di annullare la rivolta, così nel giorno previsto si presentarono ben pochi partecipanti. Sarebbero dovuti arrivare anche i Tedeschi con i sottomarini, ma questo non avvenne. Molti dissero che Pearse sapeva di non avere possibilità di vittoria, ma pensava che il nobile gesto di pochi coraggiosi, come un sacrificio di sangue, avrebbe eccitato gli animi della nazione. Che la pensasse così o meno, il sacrificio di sangue si stava comunque preparando.

La Rivolta di Pasqua fu sedata in sei giorni, i leader dell’insurrezione (tra cui Patrick Pearse, l’estensore della proclamazione della Repubblica, e il capo operaio James Connolly), subirono un processo prima di essere giustiziati.

La contessa Constance Markiewicz, seconda in comando al socialista Michael Mallin nella guarnigione di St Stephen's Green. Inizialmente condannata a morte, la condanna fu poi convertita in ergastolo "a causa del sesso del prigioniero."

La contessa Constance Markiewicz, seconda in comando al socialista Michael Mallin nella guarnigione di St Stephen’s Green. Inizialmente condannata a morte, la condanna fu poi convertita in ergastolo “a causa del sesso del prigioniero.”

L’Insurrezione di Pasqua probabilmente avrebbe avuto poca importanza nella situazione irlandese se gli inglesi non avessero trasformato i leader della ribellione in martiri. Dei 77 condannati a morte 15 furono giustiziati: Pearse fu fucilato tre giorni dopo la resa; nove giorni dopo James Connolly fu l’ultimo a morire, fucilato su una sedia perché aveva una caviglia in cancrena che non gli permetteva di stare in piedi. Molti altri furono condannati a morte ma l’esecuzione venne sospesa. Questi morti provocarono un grande cambiamento nei confronti dei repubblicani che a partire da allora ottennero consensi sempre maggiori.

La contessa Markievicz fu una delle persone risparmiate, perché era un donna e da poco l’opinione pubblica britannica era indignata per l’esecuzione dell’infermiera Edith Cavell, uccisa dai tedeschi in Belgio. La contessa fu anche la prima donna ad essere eletta nel Parlamento inglese, ma rifiutò la carica. La condanna a morte di Eamon de Valera fu invece trasformata in ergastolo a causa della sua cittadinanza americana.
Nonostante il mancato successo militare, nella storia attuale d’Irlanda, questo episodio è considerato uno dei punti saldi per il futuro della Repubblica. Salirono infatti i consensi intorno al partito nazionalista Sinn Féin, organizzato da Arthur Griffith nel 1905, che alle elezioni del 1918 ottenne la maggioranza, rifiutandosi di sedere a nel Parlamento inglese.

Il 21 gennaio 1919 i deputati del Sinn Féin si auto-dichiararono parlamento dell’Irlanda indipendente (Dáil Èireann), confermarono la validità della Proclamazione della Repubblica del 1916 ed elessero come presidente Eamon De Valera.
Iniziò così la guerra d’indipendenza, condotta dall’Irish Republican Army (IRA) contro la polizia «regia» e l’esercito britannico, mentre il nuovo Stato si organizzava clandestinamente.

Truppe britanniche durante la Rivolta di Pasqua del 1916

Truppe britanniche durante la Rivolta di Pasqua del 1916

La Rivolta di Pasqua del 1916 è ricordata nella ballata The Foggy Dew, scritta dal parroco Canon Charles O’Neill sull’aria di una vecchia canzone d’amore irlandese “The Moorlough Shore”, incitando i giovani a disertare la coscrizione inglese per la Grande Guerra e ad unirsi invece alla Rivolta.
Eseguita da numerosissimi musicisti irlandesi vogliamo ricordare in particolare la versione di Sinead O’Connor assieme ai Chieftains.

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As down the glen one Easter morn to a city fair rode I
There Armed lines of marching men in squadrons passed me by
No pipe did hum nor battle drum did sound its loud tattoo
But the Angelus Bell o’er the Liffey’s swell rang out in the foggy dew

 

Right proudly high in Dublin Town they hung out the flag of war
Twas better to die ‘neath an Irish sky than at Suvla or Sud-El-Bar
And from the plains of Royal Meath strong men came hurrying through
While Britannia’s Huns, with their long range guns sailed in through the foggy dew

 

Twas England bade our Wild Geese go, that small nations might be free;
Their lonely graves are by Suvla’s waves or the fringe of the great North Sea.
Oh, had they died by Pearse’s side or fought with Cathal Brugha
Their graves we’d keep where the Fenians sleep, ‘neath the shroud of the foggy dew.

 

Oh the bravest fell, and the Requiem bell rang mournfully and clear
For those who died that Easter tide in the spring time of the year
And the world did gaze, in deep amaze, at those fearless men, but few,
Who bore the fight that freedom’s light might shine through the foggy dew

 

As back through the glen I rode again and my heart with grief was sore
For I parted then with valiant men whom I never shall see more
But to and fro in my dreams I go and I kneel and pray for you,
For slavery fled, O glorious dead, when you fell in the foggy dew.

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Una mattina di Pasqua attraversavo una valle a cavallo verso una bella città,
Mi passarono davanti marciando file di uomini armati.
La cornamusa non suonò il tamburello non rullò.
Si sentì solo la campana dell’Angelus suonare e di lontano lo scorrere
Del Liffey nella nebbia di quel mattino.

Innalzarono fieramente la bandiera della battaglia sopra Dublino.
Sarebbe stato meglio morire sotto il cielo irlandese piuttosto che combattere con inglesi a Sulva o a Sud el Bar.
Dalle pianure del Royal Meath arrivarono correndo altri uomini forti
Mentre con i cannoni arrivarono gli inglesi invasori
Sulle loro navi nella nebbia di quel mattino.

Se l’Inghilterra avesse lasciato fare alle nostre Oche Selvatiche quelle piccole nazioni avrebbero potuto essere libere
Ma le loro tombe stanno ora presso le onde del Sulva o sulle rive del gran Mare del Nord
Oh, fossero morti accanto a Pearse o combattuto con Cathal Brugha!
Ma serberemo i loro nomi dove dormono i Feniani
Nel manto della nebbia di quel mattino.

I più coraggiosi caddero e nel silenzio le campane suonarono tristemente il Requiem
Per coloro che morirono in quella Pasqua di primavera.
Il mondo guardò con grande stupore quei pochi uomini coraggiosi
Che sostennero la lotta perché la luce della libertà risplendesse nella nebbia di quel mattino.

Tornai in quella valle cavalcando e il mio cuore pianse di dolore,
Perché avevo lasciato uomini valorosi che non avrei mai più visto.
Ma quando il mio pensiero torna a voi m’inginocchio e prego,
Perché la schiavitù è fuggita quando voi, o morti gloriosi, siete caduti nella nebbia di quel mattino.

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In questo secondo video invece le immagini originali del 1916

Infine una raccolta di approfondimenti

Il General Post Office dopo la Rivolta del 1916 (clicca l'immagine per una raccolta di foto su www.irishcentral.com/)

Il General Post Office dopo la Rivolta del 1916 (clicca l’immagine per una raccolta di foto su www.irishcentral.com/)

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