Agorà, 2009, di Alejandro Amenábar

Locandina del film edizione inglese

Locandina del film edizione inglese

Agora (Ágora) è un film del 2009 diretto da Alejandro Amenábar, interpretato da Rachel Weisz. Il film, in lingua inglese, è uscito il 9 ottobre 2009 in Spagna ed il 23 aprile 2010 in Italia. È stato presentato al Festival di Cannes 2009 come film fuori concorso ed al Festival internazionale del film di Toronto del 2009. Le riprese sono state fatte nei siti di Forte Ricasoli, Delimara, Medina, La Valletta e Marsa Scirocco sull’isola di Malta, sono cominciate il 15 marzo 2008 e sono durate quindici settimane. I costi di produzione si aggirano intorno ai 50 milioni di euro.

Il film narra in forma romanzata la vita della matematica, astronoma e filosofa alessandrina Ipazia (Rachel Weisz), conclusasi col suo assassinio per mano di un gruppo di fanatici parabolani, nel marzo del 415, durante l’epoca delle persecuzioni anti-pagane stabilite per legge dai Decreti teodosiani.
Sul finire del IV secolo, le tensioni tra cristiani e pagani si accentuano ad Alessandria d’Egitto, dove coesistono una nutrita comunità cristiana e il celebre tempio pagano di Serapide.

Ricostruzione del Tempio a Serapide in Alessandria

Ricostruzione del Tempio a Serapide in Alessandria

La tensione sfocia in occasionali episodi di violenza; in uno di questi, lo zelota cristiano Ammonio, dopo essersi esibito dinanzi alla folla in un “miracolo” attraversando incolume un braciere, spinge nello stesso braciere un pagano per dimostrare pubblicamente l’impotenza degli dei pagani.

Ipazia tiene lezione nel Serapeo

Ipazia tiene lezione nel Serapeo

Nel Serapeo, la filosofa Ipazia predica la tolleranza e si dedica alla difesa della conoscenza classica, nonché ad ardite riflessioni d’astronomia.
Queste riflessioni la portano a dubitare del modello geocentrico promosso da Tolomeo, giudicandolo troppo artificioso, e a interessarsi degli ormai dimenticati studi di Aristarco, che ponevano invece il Sole al centro del sistema solare. Viceversa, suo padre Teone mostra una decisa ostilità verso i cristiani, al punto da voler punire una schiava domestica perché in possesso di una croce di legno;

per risparmiarle la punizione, un altro schiavo, Davo, mente asserendo di essere anch’egli cristiano, e chiede così di ricevere le frustate al posto dell’altra schiava.
Ironicamente, dopo aver incontrato Ammonio per le strade della città, Davo si lascia persuadere a convertirsi alla sua fede. Intanto, la comunità pagana di Alessandria si riunisce in seguito alla provocazione di Ammonio, e Teone concorda con gli esponenti più facinorosi riguardo alla necessità di aggredire fisicamente i Cristiani per vendicare l’affronto, nonostante le proteste d’Ipazia.

Ricostruzione dell'interno della Biblioteca di Alessandria

Ricostruzione dell’interno della Biblioteca di Alessandria

Tuttavia, dopo l’assalto iniziale in pubblica piazza, i pagani si ritrovano in netta inferiorità numerica, e devono ritirarsi all’interno delle mura del Serapeo, che comprende non solo lo sfarzoso tempio ma anche la famosa Biblioteca di Alessandria; lo stesso Teone viene ferito da un suo schiavo, che si ritrova ad anteporre la sua fede al suo dovere di schiavo. Durante la notte, l’assedio alle mura viene posto in stallo dall’intervento della guardia cittadina, su ordine del Pretore. Tuttavia, la mattina dopo un ambasciatore rende noto ai pagani trincerati le volontà dell’Imperatore Teodosio II: “non saranno puniti per l’attacco ai Cristiani, ma dovranno ritirarsi dal Serapeo e i Cristiani saranno liberi di entrarvi.”

Sistema Tolemaico

Sistema Tolemaico

I pagani fuggono dall’uscita posteriore del tempio, non prima di aver però portato con sé diversi scritti di teatro, filosofia e matematica, che altrimenti verrebbero sicuramente distrutti insieme alla Biblioteca dalla folla inferocita, come appunto avviene.
Davo sceglie di non fuggire insieme ad Ipazia e gli altri, bensì di unirsi agli zeloti nella distruzione del Serapeo, odiato simbolo della cultura classica e pagana. Segretamente infatuato della sua padrona, torna poi nella sua casa per abusare di lei, ma desiste appena cominciato e se ne vergogna. Ipazia sceglie di liberarlo per scacciarlo dalla propria dimora, mentre Teone muore in seguito all’infezione della ferita durante gli scontri con i cristiani.
Passano diversi anni, durante i quali il paganesimo scompare dalla vita pubblica alessandrina e il Cristianesimo assume una posizione sempre più dominante nella società dell’Impero.

Cirillo di Alessandria (Teodosia d'Egitto, 370 – Alessandria d'Egitto, 27 giugno 444) fu il quindicesimo Papa della Chiesa copta (massima carica del Patriarcato di Alessandria d'Egitto), dal 412 alla sua morte. Perseguitò i novaziani, gli ebrei e i pagani, sino a quasi annientarne la presenza nella città. Alcuni storici lo indicano come il mandante dell'omicidio della scienziata e filosofa neoplatonica Ipazia.Nel 1882 papa Leone XIII l'ha proclamato dottore della Chiesa.

Cirillo di Alessandria (Teodosia d’Egitto, 370 – Alessandria d’Egitto, 27 giugno 444) fu il quindicesimo Papa della Chiesa copta (massima carica del Patriarcato di Alessandria d’Egitto), dal 412 alla sua morte.
Perseguitò i novaziani, gli ebrei e i pagani, sino a quasi annientarne la presenza nella città. Alcuni storici lo indicano come il mandante dell’omicidio della scienziata e filosofa neoplatonica Ipazia.Nel 1882 papa Leone XIII l’ha proclamato dottore della Chiesa.

Il vescovo Cirillo, che condivide le politiche di obliterazione dei culti pagani come predetto pochi anni prima da Teodosio, minaccia l’ordine sociale del prefetto Oreste, ex-allievo di Ipazia. Scoppia inoltre un conflitto con la comunità ebraica locale, che viene assalita dai parabolani, guidati da Ammonio, all’anfiteatro.
Gli ebrei decidono di vendicarsi nottetempo, attirando con l’inganno nella cattedrale decine di cristiani e massacrandoli a colpi di pietre. Ne segue una persecuzione su vasta scala degli ebrei, che vengono uccisi pubblicamente e poi ammassati in grandi pile funerarie. Frattanto, Ipazia continua i propri esperimenti sul modello eliocentrico, iniziando a covare dubbi riguardo un’orbita perfettamente circolare dei pianeti.
La situazione si aggrava ulteriormente quando Oreste, seppure cristiano e battezzato, rifiuta di inginocchiarsi dinnanzi alle Sacre Scritture durante una pubblica messa, dopo che Cirillo ne ha letto un passo di San Paolo che diffida le donne dall’insegnare agli uomini.

Dalla Prima Lettera di San Paolo a Timoteo: “[11]La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. [12]Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. [13]Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; [14]e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. [15]Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia.”

Si scatenano così pesanti maldicenze sull’influenza negativa che Ipazia, dichiaratasi non cristiana di fronte al Concilio, avrebbe su Oreste. Ammonio colpisce Oreste scagliandogli una pietra all’uscita della Chiesa, e viene così messo a morte, ma ormai su Ipazia gravano le accuse di empietà e stregoneria.

Proprio mentre lei finalmente intuisce che i pianeti si muovono su orbite ellittiche, i parabolani, ora fuori di sé, decidono di linciarla. Davo ode questi discorsi e corre a casa della sua ex-padrona per avvertirla, ma scopre che si è nuovamente recata al Concilio, dove Oreste le ha offerto un’ultima possibilità di scampare alla furia del popolo: battezzarsi, come hanno già fatto, seppur loro malgrado, tutti i membri del Concilio non cristiani.
Ipazia rifiuta, ma sulla via per tornare alla propria dimora viene sequestrata da un gruppo di zelanti, che la portano in una chiesa isolata per scorticarla viva.

 

 

Ipazia scopre le orbite ellittiche dei pianeti

Ipazia scopre le orbite ellittiche dei pianeti

Davo, che si è unito al gruppo strada facendo, propone invece di lapidarla per evitare il contatto con il suo sangue impuro. Approfittando del tempo necessario agli zelanti per raccogliere le pietre fuori dalla chiesa, si avvicina a Ipazia e, con il suo tacito consenso, la strangola, risparmiandole così una morte ben più dolorosa per mano degli zelanti.

Note storiche


Secondo diversi autori a commettere l’omicidio di Ipazia furono dei monaci cristiani (cfr. tra gli altri, Julien Ries Opera Omnia vol.1 pag.176 Milano, Jaca Book, 2006; Francesco Romano. Porfirio di Tiro: filosofia e cultura nel III secolo Parte 3. pag. 52 Università di Catania 1979). L’eventuale ruolo dei parabolani, monaci-infermieri alle dirette dipendenze del vescovo di Alessandria nonché sua “guardia del corpo” (cfr. al riguardo Salvatore Pricoco. Da Costantino a Gregorio Magno, in Storia del cristianesimo. Vol.I a cura di Giovanni Filoramo e Daniele Menozzi. Bari, Laterza, 2008, pag. 346-7), chiamerebbe in causa il coinvolgimento, come mandante, di Cirillo, direttamente evidenziato da Jacques Lacarrière (Die Gott-Trunkenen, 1967, p. 151); notano comunque Heinrich Fries e Georg Kretschmar che: «Socrate, che sulla vita di Isidoro era meglio informato di Damascio, non tira in ballo Cirillo nell’assassinio della filosofa neoplatonica Ipazia nel marzo 415, che i cristiani sospettavano di essere forse la consulente astrologica del prefetto. Tuttavia anche se l’arcivescovo era un politico troppo avveduto per lasciarsi compromettere da un’impresa tanto esecrabile, resta però il fatto che l’organizzazione del delitto fu, non di meno, che un’opera di un suo chierico» (I classici della teologia Volume 1. Milano, Jaca Book, 1996 p. 178)

Il filosofo pagano Damascio si era recato ad Alessandria intorno al 485, quando ancora «vivo e denso di affetto era il ricordo dell’antica maestra nella mente e nelle parole degli alessandrini». Divenuto poi scolarca della scuola di Atene, scrisse, cento anni dopo la morte di Ipazia, la sua biografia. In essa sostiene la diretta responsabilità di Cirillo nell’omicidio, più esplicitamente di quanto non faccia Socrate Scolastico: accadde che il vescovo, vedendo la gran quantità di persone che frequentava la casa di Ipazia, «si rose a tal punto nell’anima che tramò la sua uccisione, in modo che avvenisse il più presto possibile, un’uccisione che fu tra tutte la più empia». Anche Damascio rievoca la brutalità dell’omicidio: «una massa enorme di uomini brutali, veramente malvagi […] uccise la filosofa […] e mentre ancora respirava appena, le cavarono gli occhi». 

Dopo l’uccisione di Ipazia fu aperta un’inchiesta. A Costantinopoli regnava di fatto Elia Pulcheria, sorella del minorenne Teodosio II (408-450), che era vicina alle posizioni del vescovo Cirillo d’Alessandria e come il vescovo fu dichiarata santa dalla Chiesa. Il caso fu archiviato, sostiene Damascio, a seguito dell’avvenuta corruzione di funzionari imperiali. Anche secondo Socrate Scolastico, la corte imperiale fu corresponsabile della morte di Ipazia, non essendo intervenuta, malgrado le sollecitazioni del prefetto Oreste, a porre fine ai disordini precedenti l’omicidio. Tesi condivisa da Giovanni Malalas, secondo il quale l’imperatore Teodosio «amava Cirillo, il vescovo di Alessandria. In questo periodo gli alessandrini, col permesso del vescovo (Cirillo) di fare da sé, bruciarono Ipazia, un’anziana donna (παλαια γυνη), filosofa insigne, da tutti considerata grande».

Bibliografia approfondimenti:

  • Storia del cristianesimo. Vol. I (a cura di Giovanni Filoramo e Daniele Menozzi). Bari, Laterza, 2008 ISBN 978-88-420-6558-6
  • Artemi, Eirini , « St Cyril of Alexandria and his relations with the ruler Orestes and the philosopher Hypatia », Ecclesiastic Faros of Alexandria, τ. ΟΗ (2007), 7-15.http://independent.academia.edu/EIRINIARTEMINationalandCapodistrianUniversityofAthens/Papers/1216348/Cyril_Orestes_and_Hypatia
  • Artemi, Eirini , « The one entity of the Word Incarnate. α). Apollinarius’ explanation, β)Cyril’s explanation », Ecclesiastic Faros of Alexandria, τ. ΟΔ (2003), 293–304.http://independent.academia.edu/EIRINIARTEMINationalandCapodistrianUniversityofAthens/Papers/1189604/_
  • Artemi, Eirini, « The mystery of the incarnation into dialogues “de incarnatione Unigenitii” and “Quod unus sit Christus” of St. Cyril of Alexandria », Ecclesiastic Faros of Alexandria, ΟΕ (2004), 145-277.
  • Guido Bigoni, Ipazia Alessandrina, Venezia, Antonelli, 1887
  • Augusto Agabiti, Ipazia: la prima martire della libertà di pensiero, Roma, E. Voghera, 1914
  • Karl Praechter, Hypatia in « Real Enzyklopädie der Altertums », IX, Stuttgart, 1914
  • Christian Lacombrade, Synésios de Cyrène, hellène et chrétien, Paris, Les Belles Lettres, 1951
  • John M. Rist, Hypatia, in « Phoenix », 19, 1965
  • Joseph Vogt e Matthias Schramm, Synesius vor dem Planisphaerium, in « Das Altertum und jedes neue Gute für Wolfgang Schadewaldt zum 15. März 1970 », Stuttgart-Berlin-Köln-Mainz, Kohlhammer, 1970
  • Otto Neugebauer, A history of ancient mathematical astronomy, Berlin-Heidelberg-New York, Springer, 1975
  • Étienne Évrard, A quel titre Hypatie enseigna-t-elle la philosophie?, in « Revue des Etudes Grecques », 90, 1977
  • Jay Bregman, Synesius of Cyrene. Philosopher Bishop, Berkeley-Los Angeles-London, University of California Press, 1982
  • Robert J. Penella, When was Hypatia born?, in « Historia », XXXIII, 1984
  • Alessandra Colla, Quella femmina … fatta a pezzi, in « Risguardo IV », Brindisi, Ar, 1985
  • Margaret Alic, L’eredità di Ipazia, Roma, Editori Riuniti, 1989
  • Jean Rougé, La politique de Cyrille d’Alexandrie et le meurtre d’Hypatie, in « Cristianesimo nella storia », 11/3, 1990, pp. 485–504
  • Maria Dzielska, Ipazia e la sua cerchia intellettuale, in « Paganism in the Later Roman Empire and in Byzantium », Cracovia, Byzantina et Slavica Cracoviensia, 1991
  • Angela Putino, La signora della Notte stellata, in Diotima, Mettere al mondo il mondo. L’ordine simbolico della madre, Milano, La Tartaruga, 1992
  • Gemma Beretta, Ipazia d’Alessandria, Roma, Editori Riuniti, 1993
  • Silvia Ronchey, Ipazia, l’intellettuale, in « Roma al femminile », a cura di A. Fraschetti, Roma-Bari, Laterza 1994, pp. 213–258;
  • Silvia Ronchey, Filosofa e martire: Ipazia tra storia della chiesa e femminismo, in « Vicende e figure femminili in Grecia e a Roma », a cura di R. Raffaelli, Atti del Convegno di Pesaro, 28-30 aprile 1994, Ancona, Commissione per le Pari Opportunità della Regione Marche 1995 pp. 449–465
  • Silvia Ronchey, Ipazia. La vera storia, Rizzoli, 2010

 

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