“Esino Longobarda” vista da noi

esinoEsino Lario è un paese del lecchese, sul lago di Como, a 900 metri di altezza sul livello del mare circondato dal complesso montuoso della Grigna. Raccontato così non si rendono la bellezza del paesaggio e il profumo dell’aria, i riflessi del lago al sole e le rive costellate di bellezze.

Esino Lario panorama

Esino Lario panorama

Immaginate però in una cornice così meravigliosa, in un parco ombreggiato da altissimi pini, posto in alto, sopra il paese, e affiancato dalla chiesa di S. Vittore martire al Castello, vedere fiorire in una notte un accampamento Longobardo. E’ proprio questo che i cittadini di Esino, e i molti villeggianti che frequentano questa perla lariana, hanno trovato sabato 29 agosto mattina. Un accampamento dove per due giorni si sono sentiti raccontare dai rievocatori del gruppo Bandum Freae usi e costumi del popolo che anche qui si stabilì con non poche difficoltà.

Narra Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum

Alii quoque Langobardi in insula Comacina Francionem magistrum militum, qui adhuc de Narsetis parte fuerat et iam se per viginti annos continuerat, obsidebant. Qui Francio post sex menses obsidionis suae Langobardis eandem insulam tradidit, ipse vero, ut optaverat, dimissus a rege, cum sua uxore et supellectili Ravennam properavit. Inventae sunt in eadem insula divitiae multae, quae ibi de singulis fuerant civitatibus commendatae.

Un altro esercito longobardo assediò, nell’Isola Comacina, il comandante in seconda Francione, che vi si trovava dal tempo di Narsete e che deteneva il potere ormai da vent’anni.
Dopo un assedio di sei mesi, il re [Autari] gli concesse la libertà di partire con la moglie e i suoi beni ed egli si recò a Ravenna.
Nella medesima isola si trovavano grandi ricchezze ivi depositate da diverse città
Traduzione italiana di Luigi Giavardi in I Longobardi in Italia. Storia dei Longobardi di Paolo Diacono, Novara: Istituto geografico De Agostini, 1974, pagg. 265

Già perché spesso la storia dell’alto medioevo viene trascurata e dimenticata, come abbiamo avuto modo di sottolineare più volte, e queste manifestazioni hanno l’indiscutibile pregio di “far toccare con mano”, letteralmente, il passato dimenticato.
E’ così che adulti e bambini hanno potuto vedere e toccare le riproduzioni di armi degli antichi Longobardi, vedere i “Longobardi” combattere, provare a cucinare il pane come si faceva allora, provare a costruirsi una freccia.
Certo una freccia non proprio come la costruivano i Longobardi, dovendo rispettare le capacità e i tempi di un laboratorio per i più piccini, ma siamo certi che dopo una giornata così,  la “propria” freccia o il pane con il proprio nome ricorderà loro molto più dei Longobardi di quanto mai faccia studiarli sui manuali di storia, che li citano poco e male.

Il laboratorio di panificazione

Il laboratorio di panificazione

Alcuni pani con i nomi dei bambini prodotti durante i laboratori (Foto: Bandum Freae)

Alcuni pani con i nomi dei bambini prodotti durante i laboratori (Foto: Bandum Freae)

“Passato dimenticato” è la parola chiave che ha mosso l’idea dell’iniziativa, nata anche per sensibilizzare i cittadini, e non solo, sul rilancio del Museo delle Grigne che aprirà nella sua nuova sede di Villa Clotilde nella primavera 2016.  Tra i reperti locali infatti, molti che furono a suo tempo classificati come “romani” si sono rivelati essere invece proprio longobardi.

La sera di sabato sul sagrato della chiesa, sotto una fenomenale e suggestiva luna piena e con il sottofondo musicale dei grilli, si è tenuta la conferenza in cui Elena Percivaldi ha introdotto la storia dei Longobardi e che si è conclusa con la presentazione da parte del conservatore del museo, Paolo Corti, dei reperti “ricollocati” temporalmente.

Scopo non secondario della manifestazione è l’annuncio della raccolta fondi per il restauro di alcuni reperti che privati e associazioni possono contribuire a restaurare con una quota o adottandoli per l’intero importo, ottenendo in cambio il proprio nome nell’Albo del Museo… e la soddisfazione di aver contribuito a rendere fruibile a tutti un pezzo di Storia.
Agli interessati possiamo fornire gli estremi per partecipare alla raccolta.

"Adotta un reperto" la campagna di raccolta fondi per il restauro di alcuni dei reperti. Chi volesse aderire può chiederci informazioni sulla mail del sito o con un messaggio sulla pagina Facebook

“Adotta un reperto” la campagna di raccolta fondi per il restauro di alcuni dei reperti. Chi volesse aderire può chiederci informazioni sulla mail del sito o con un messaggio sulla pagina Facebook

La manifestazione si colloca nella serie “I Longobardi alle radici della nostra storia” che, sempre nella provincia di Lecco, era stata inaugurata lo scorso anno a Villa Greppi, organizzata sempre da Perceval Archeostoria con la stessa formula, ovvero affiancando la conferenza alla presenza di rievocatori, in quel caso La Fara e Fortebraccio Veregrense.
La nostra impressione è che questo secondo evento sia andato oltre ogni più rosea aspettativa degli organizzatori, Pro Loco ed Elena Percivaldi. Le presenze nelle due giornate si sono aggirate attorno al migliaio e alla conferenza le sessanta sedie predisposte non sono state sufficienti, dal momento che molti si sono dovuti accontentare degli scalini della chiesa.
Gli interventi sono stati seguiti con percepibili attenzione e interesse che sono culminati, al termine della conferenza stessa, nella suggestione del racconto attorno al fuoco: la nascita del nome “Longobardi” a cura del gruppo Bandum Freae.

Ci ha intenerito in particolare la tenacia dei bambini che hanno costretto mamme e papà a far ritorno all’accampamento, per seguire la lievitazione del loro pane e le fasi di cottura e per “rivedere i Longobardi”: un segnale da non sottovalutare affatto.

Alla Pro Loco di Esino Lario ed Elena Percivaldi, organizzatori dell’evento, a Paolo Corti, conservatore del museo delle Grigne, e ai Bandum Freae i nostri più vivi complimenti per una manifestazione veramente riuscita che ha regalato a tutti due giorni di festa gioiosa in nome della cultura, della storia e della valorizzazione storica di un luogo paesaggisticamente fantastico. Grazie.

Un video di sintesi delle due giornate

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