Eventi – Riapre al pubblico Santa Maria Antiqua ai Fori

Dal 17 marzo all’11 settembre 2016 riapre al pubblico dopo più di 30 anni la Basilica di Santa Maria Antiqua con la mostra “Santa Maria Antiqua. Tra Roma e Bisanzio” .

La chiesa di Santa Maria Antiqua, situata alle pendici nord-occidentali del Palatino, fu costruita riutilizzando le strutture laterizie di un vasto complesso architettonico del periodo dell’imperatore Domiziano (81-96), probabilmente un vestibolo monumentale dei palazzi imperiali, ad essi collegato con una rampa coperta tuttora esistente.

Pianta di Santa Maria Antiqua e delle strutture archeologiche adiacenti: A) Atrio; B) Presbiterio; C) Abside; D) Cappella di Teodoto; E) Cappella dei Santi Medici; F) Navata centrale; G) Navata sinistra; H) Navata destra; I) Tempio di Augusto; L) Rampa al Palatino; M) Oratorio dei XL Martiri (Foto: http://archeoroma.beniculturali.it/)

Pianta di Santa Maria Antiqua e delle strutture archeologiche adiacenti: A) Atrio; B) Presbiterio; C) Abside; D) Cappella di Teodoto; E) Cappella dei Santi Medici; F) Navata centrale; G) Navata sinistra; H) Navata destra; I) Tempio di Augusto; L) Rampa al Palatino; M) Oratorio dei XL Martiri (Foto: http://archeoroma.beniculturali.it/)

La pianta dell’edificio preesistente si prestava perfettamente all’adattamento a questa nuova funzione. L’originario quadriportico fu trasformato in tre navate e lo spazioso locale di fondo diventò il presbiterio, che solo in un secondo momento fu completato con l’abside, ricavata nello spessore del muro romano.

Santa Maria Antiqua è stata consacrata nel corso del secolo VI d.C. e venne poi, nell’arco di circa tre secoli, decorata con estesi cicli pittorici. Molte di queste pitture sono tuttora conservate (circa 250 metri quadri) e sono documenti unici per lo sviluppo dell’arte altomedievale a Roma e altrove. Infatti, quasi la totalità del patrimonio pittorico coevo, esistente nell’Impero Bizantino, andò distrutto durante l’Iconoclastia.
Nel IX secolo Santa Maria Antiqua venne abbandonata e rimase sigillata sotto i crolli del terremoto dell’847 D.C. per più di 1000 anni, fino alla sua riscoperta con gli scavi di Giacomo Boni nel 1900. Le sue particolari vicende storiche fanno di questo monumento una testimonianza unica, che ci permette di riconoscere ancora l’originale impianto architettonico e di assaporare l’atmosfera e la semplicità di una chiesa dei primi secoli del Cristianesimo.

Particolare della parete del palinsesto, con strati di pittura sovrapposti che vanno dalla metà del VI sec. all’inizio dell’VIII sec. La Madonna in Trono è il frammento di pittura più antico di tutta la chiesa. La ricchezza dei dettagli ed i contorni netti richiamano i mosaici di Ravenna, risalenti allo stesso periodo del dipinto (Foto: http://archeoroma.beniculturali.it/)

Particolare della parete del palinsesto, con strati di pittura sovrapposti che vanno dalla metà del VI sec. all’inizio dell’VIII sec. La Madonna in Trono è il frammento di pittura più antico di tutta la chiesa. La ricchezza dei dettagli ed i contorni netti richiamano i mosaici di Ravenna, risalenti allo stesso periodo del dipinto (Foto: http://archeoroma.beniculturali.it/)

L’apertura temporanea è quindi un evento eccezionale da non perdere.
Per accedere al sito è necessario acquistare il Biglietto combinato Colosseo, Foro e Palatino:
Biglietto intero: € 12,00
Biglietto ridotto: € 7,50
Per gli orari e altre informazioni di accesso questo è il link 

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