Impressioni di Celtica 2014

Per chi come noi si occupa di storia e frequenta spesso manifestazioni sul tema è veramente strano trovarsi a Celtica.
La prima impressione è quella di una grande festa, ma lì per lì ci chiediamo che senso abbia la nostra presenza.
Ci sono molte cose a Celtica: una natura fantastica, i monti “forti” della Val d’Aosta, il bosco profumatissimo di essenze e il fiume Dora, rapido e rumoroso.
C’è tanta musica, sempre, durante il giorno e la sera, tra prove e concerti. Ci sono attività sparse nel bosco, come per caso, nei tendoni innalzati appositamente, o semplicemente attorno a un albero.
Ci sono corsi di danze, giochi e racconti per i più piccoli, conferenze per i più grandi e alcune speciali per le sole donne, nella Tenda Rossa.
C’è un grande mercatino artigianale dove si trova di tutto dall’idromele alle riproduzioni di gioielli celtici, dagli oggetti in cuoio agli strumenti musicali, dai kilt agli abiti fantasy, dalle coroncine di fiori ai libri e alle stampe. E ci sono campi di rievocatori, anche.
I visitatori sono eterogenei e giungono qui vestiti da trekking o da fatine o in gran kilt scozzese del XVII secolo, oppure da celta di La Tène, ci sono gnomi e folletti, elfi e guerrieri. Tutto è mescolato, come la musica che passa dalle cornamuse ai violini e alle ghironde, i tamburi, la fisarmonica e l’arpa.
C’è anche la spiritualità a Celtica: menhir decorati, cerchi di pietre e labirinti per la meditazione.
La risposta al nostro dubbio ce la regala Riccardo Taraglio, ideatore di Celtica che è ormai alla sua diciottesima edizione e fondatore del Clan Mor ArthClan della Grande Orsa.
Nel corso della sua conferenza sul Druidismo afferma tra l’altro:
“Leggo spesso del cosiddetto “popolo di Celtica”, questo termine non viene da me, non l’ho mai pronunciato. Qui a Celtica ciascuno viene con la propria personalità e la propria individualità. Ciascuno partecipa dello stesso modo di sentire e percepire come meglio crede. Se lo vuole fare vestito da fatina o da guerriero va bene. Lo scopo è partecipare portando ciascuno la propria visione e in totale libertà”.
E in questa libertà di espressione c’è spazio per gesti antichi eppure non rievocati, ma sgorgati dal cuore di alcuni, come il dono alla Dora di una spada forgiata appositamente dall’artigiano del G.A.S.A.C.  Giuseppe Stucchi.

In effetti qui il senso di libertà e assieme di partecipazione è fortissimo. La chiave sta nel fatto che i Celti non sono estinti.
A differenza delle rievocazioni che ripropongono un periodo storico congelato nel tempo e definito da un reperto archeologico, Celtica è, in Italia, la più grande festa del mondo celtico, non relegato nel passato ma trasferito, sfumato e mescolato con molto altro, fino ai nostri tempi. Passando per l’Irlanda e la Bretagna, la Scozia e il Galles, è quello della Tavola Rotonda, Excalibur e Mago Merlino e della rinascita bretone di Alan Stivell negli anni ’70, della riscoperta della natura e della spiritualità ad essa legata.
Celtica è erede di tutto questo e offre lo spazio al sentire celtico moderno e antico. Nei nostri video vi diamo un assaggio di ciò di cui siamo stati partecipi, sperando di trasmettervi le nostre intense emozioni.

E se ce ne fosse stato bisogno anche il Maestro Vincenzo Zitello ci racconta la tradizione vivente dell’arpa celtica … pareva che parlasse di Storia Viva, non credete anche voi?

Altri momenti magici con l’arpa … nel bosco

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