La ragazza di Egtved e i suoi viaggi nell’Età del Bronzo

Ovvero: nell’Età del Bronzo viaggiavano molto più di quanto noi moderni pensiamo

La ragazza di Egtved è uno dei più noti ritrovamenti dell’età del bronzo danese, tuttavia non era danese, lo rivela una nuova ricerca dal Museo Nazionale di Danimarca e dell’Università di Copenhagen. L’analisi degli isotopi dello stronzio contenuti in capelli, denti e unghie dimostrano che lei è nata e cresciuta a centinaia di miglia da Egtved, molto probabilmente nel sud della Germania, e che è arrivata a Egtved poco prima di morire viaggiando per lunghe distanze negli ultimi due anni della sua vita.

La ragazza di Egtved: la tomba dell'età del bronzo con i ritrovamenti (Foto: Karin Margarita Frei)

La ragazza di Egtved: la tomba dell’età del bronzo con i ritrovamenti (Foto: Karin Margarita Frei)

La lana degli abiti della ragazza e della coperta in cui era avvolta, nonché la pelle bovina presente nella bara in rovere provengono tutti da un’area differente dall’attuale Danimarca. La combinazione delle diverse analisi indica che la ragazza, il suo abbigliamento, e la pelle provengono dalla Schwarzwald (la “Foresta Nera”), nel sud della Germania occidentale -così come i resti cremati di un bambino di sei anni che è stato sepolto con la nota fanciulla. Mentre il legno del sarcofago e altri ritrovamenti palinologici datano la sepoltura a un giorno d’estate nel 1370 a.C.

E’ la ricercatrice Karin M. Frei, dal Museo Nazionale di Danimarca e Centro di ricerca tessile presso l’Università di Copenaghen, che ha analizzato l’isotopo dello stronzio nel caso della ragazza di Egtved. Le analisi sono state condotte in collaborazione con Kristian Kristiansen dell’Università di Göteborg , il  Dipartimento di Geoscienze e Gestione delle risorse naturali e il Centro per la GeoGenetics , entrambi dell’Università di Copenhagen.

I risultati sono stati appena pubblicati sulla rivista on-line Scientific Reports

La ricerca ha ricevuto il sostegno del Danish National Research Foundation, Consiglio europeo della ricerca, la Fondazione Carlsberg e la L’Oréal-UNESCO-Videnskabernes Selskab-For Women in Science Award.

I movimenti della ragazza mappati mese per mese

Lo Stronzio è un elemento che esiste nella crosta terrestre, ma la sua prevalenza è soggetta a variazioni geologiche. Gli esseri umani, gli animali e le piante assorbono lo stronzio attraverso acqua e cibo. Misurando le tracce di stronzio isotopiche nei reperti archeologici, i ricercatori possono determinare dove gli esseri umani e gli animali hanno vissuto e dove le piante si sono sviluppate. In questo senso, lo stronzio serve come una sorta di GPS per gli scienziati.

Capelli del cuoio capelluto, resti di materia cerebrale e pettine dalla sepoltura della ragazza di Egtved (Foto: Karin Margarita Frei).

Capelli, cuoio capelluto, resti di materia cerebrale e pettine dalla sepoltura della ragazza di Egtved (Foto: Karin Margarita Frei).

“Ho analizzato le tracce isotopiche di stronzio nello smalto di uno dei primi molari della ragazza, che aveva completato la sua formazione entro i tre o quattro anni di vita, e l’analisi ci dice che lei è nata e ha vissuto i suoi primi anni in una regione geologicamente più vecchia e diversa dalla penisola dello Jutland in Danimarca”, dice Karin Margarita Frei .

Karin Margarita Frei ha anche tracciato gli spostamenti negli ultimi due anni di vita della giovane esaminando le tracce di stronzio nei capelli della ragazza, lunghi 23 centimetri. L’analisi mostra che aveva affrontato un lungo viaggio, poco prima di morire, e questa è la prima volta che i ricercatori sono stati in grado di monitorare in modo accurato i movimenti di una persona vissuta in era preistorica.

“Se consideriamo gli ultimi due anni di vita della ragazza, possiamo vedere che, da 13 a 15 mesi prima della sua morte, rimase in un luogo con una concentrazione di stronzio molto simile a quello che caratterizza la zona dove è nata. Poi si è trasferita in una zona che potrebbe essere stata lo Jutland. Dopo un periodo di circa 9 – 10 mesi, tornò nella regione originaria e vi rimase per quattro-sei mesi prima di recarsi nella sua ultima dimora, Egtved. Né i capelli, né l’unghia del suo pollice contengono indicazioni  che sia tornata in Scandinavia prima di morire. Dal momento che il contenuto di stronzio identificativo di un territorio è rilevabile in capelli e unghie umani solo dopo un mese di prmanenza in un luogo, lei deve essere tornata in Danimarca, a Egtved, circa un mese prima di morire “, spiega Karin Frei Margarita.

La ragazza della Foresta Nera

Se la ragazza di Egtved non è nata nello Jutland, allora da dove viene? Karin Frei Margarita suggerisce che sia venuta dalla Germania sudoccidentale, in particolare della Foresta Nera, che si trova a 500 miglia a sud di Egtved.

Considerato isolatamente, lo stronzio potrebbe indicare che la ragazza provenisse dalla Svezia o dalla Norvegia (sia occidentale che meridionale). Avrebbe potuto essere nativa anche dell’isola di Bornholm, nel Mar Baltico. Ma quando Karin Frei Margarita confronta i dati delle rilevazioni di stronzio della ragazza con quelli dei suoi abiti, si può individuare il luogo di origine in modo sufficientemente preciso.

Campionamento del filato di lana dalla tunica della ragazza di Egtved. (Foto: Karin Margarita Frei)

Campionamento del filato di lana dalla tunica della ragazza di Egtved. (Foto: Karin Margarita Frei)

“La lana di cui è tessuto il suo abbigliamento non proviene dalla Danimarca e i valori degli isotopi di stronzio variano notevolmente da filo di lana a filo di lana. Ciò dimostra che la lana è stato prodotta da pecore che pascolavano in diverse aree geografiche o che pascolavano in un vasto territorio con la geologia molto complessa. La Foresta Nera è caratterizzata da una gamma isotopica di stronzio eterogenea”, spiega Karin Margarita Frei.
Che la Ragazza di Egtved con ogni probabilità provenisse dalla regione della Foresta Nera in Germania non è una sorpresa per il professore Kristian Kristiansen dell’Università di Göteborg; i reperti archeologici confermano che ci sono stati stretti rapporti tra la Danimarca e la Germania meridionale nell’Età del Bronzo.

“Nell’Età del Bronzo dell’Europa occidentale, Germania meridionale e Danimarca erano i due centri di potere dominanti, molto simile a regni. Troviamo molti collegamenti diretti tra i due nelle testimonianze archeologiche, e la mia ipotesi è che la ragazza di Egtved fosse una ragazza tedesca del sud data in sposa a un uomo nello Jutland con l’intento di stringere un’alleanza tra due famiglie potenti” afferma Kristian Kristiansen.

Secondo lui, la Danimarca era ricca di ambra che veniva scambiata con il bronzo. Nella Grecia micenea e nel Medio Oriente, l’ambra baltica era ambita come l’oro, e, attraverso gli intermediari della Germania meridionale, grandi quantità di ambra sono state trasportate fino al Mediterraneo, mentre grandi quantità di bronzo viaggiavano verso la Danimarca come pagamento. Nell’età del bronzo, il bronzo era una preziosa materia prima come il petrolio è oggi per noi, ed è in questo modo che la Danimarca è diventata una delle aree più ricche del Nord Europa.

“L’ambra era il motore dell’economia del bronzo, e al fine di mantenere le rotte commerciali, potenti famiglie avrebbero stretto alleanze, tramite matrimoni e mandando in ostaggio i propri figli come una sorta di garanzia” conclude Kristian Kristiansen.

Un gran numero di tombe dell’età del bronzo danese contiene resti umani che sono altrettanto ben conservati, come quelle della tomba di Egtved. Karin Frei Margarita e Kristian Kristiansen hanno in programma di esaminare questi resti, al fine di analizzare anche in essi gli isotopi di stronzio.

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