Le “nuove” feste medievali viste da noi : Anno Domini 568

Arrivati quasi a fine stagione rievocativa manteniamo il nostro impegno preso in un precedente articolo, che elencava le nuove feste medievali, ispirate alla storia “barbarica” del nostro paese, in particolare alla storia longobarda.

Come anticipato, la nostra “recensione” si limiterà alle manifestazioni cui abbiamo potuto partecipare, di cui abbiamo potuto respirare il clima e conoscere qualche retroscena, oltre che raccogliere i commenti dei visitatori, preferendo dare un punto di vista personale, dettato dalla percezione diretta degli eventi, da spettatori…ma non troppo 😉
Per una carrellata più completa di tutte le manifestazioni longobarde vi rimandiamo al sito e pagina facebook Rievocare, che ha intrapreso con sistematicità una campagna di interviste agli organizzatori di tutte le feste in programma.

Anno Domini 568

anno domini 568 2015La grande apertura di stagione si è avuta con il terzo appuntamento dell’ormai consolidata manifestazione cividalese.
La prima sensazione accedendo alla manifestazione è che i ragazzi de La Fara siano sempre più orientati alle collaborazioni estere. Non soltanto si moltiplicano le occasioni che li vedono presenti oltre confine, ma l’elenco stesso dei gruppi invitati a partecipare alla “loro” manifestazione parla da sé.
L’unico altro gruppo italiano presente sul Belvedere di Cividale è infatti quello degli storici partner de La Fara in questa e altre occasioni: Fortebraccio Veregrense.
Gli altri ospiti, come gli ungheresi Avar Age Living History Association (rievocazione àvara),  i tedeschi Nors Farandi (bavari) e  Hedningar – Europa zur Merowingerzeit (franchi), testimoniano efficacemente quelli che furono i legami e le influenze reciproci tra Longobardi e altri popoli prima dell’ingresso in Italia e in seguito. Non dimentichiamo che Cividale fu infatti il primo presidio Longobardo nel nostro paese e il primo Ducato di quello che diventerà poi un regno; la manifestazione stessa costituisce la rievocazione dell’insediamento della cosiddetta “generazione della migrazione”.
Una interessante conferenza bilingue tenutasi al campo sugli abbigliamenti ricostruiti da tombe merovinge di VI e VII secolo a cura di Hedningar – Europa zur Merowingerzeit, ha consentito di apprezzare similitudini e differenze rispetto ai corredi indossati dagli altri ricostruttori avari, longobardi e bajuvari.

Le novità nel campo storico non si fermano qui. Per la prima volta abbiamo avuto il piacere di ammirare il gruppo francese  Numerus Invictorum che rievoca il periodo romano della riconquista giustinianea, ovvero del tentativo da parte di Giustiniano I tra il 535 e il 553 di riconquistare l’Italia nota come guerra “greco-gotica”La partecipazione del gruppo completa la dimostrazione della complessità etnico-culturale del periodo rievocato e ci è parsa un’interessante “new entry”.

Come da “format” ormai consolidato fin dalla prima edizione, la manifestazione ha offerto nel suo programma, anche quest’anno, una parte convegnistica organizzata all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Cividale con taglio scientifico di alto livello, nel quale hanno trovato spazio sia accademici che rievocatori con l’intento di sottolineare la continuità tra studio e ricostruzione/rievocazione, in un arricchimento reciproco.
Non a caso, tra le novità, vi è il patrocinio della neonata EMAIA (Early Middle Ages In Action): un’organizzazione figliata dalla collaborazione tra La Fara, Fortebraccio Veregrense e l’Insegnamento di Archeologia Medievale dell’Università di Siena con scopo di “coordinamento e standard qualitativi per il periodo rievocativo VI-X sec.”, come dichiara nella sua pagina Facebook.
EMAIA ha contribuito al convegno con gli interventi di Marco Valenti e Vittorio Fronza ma è stata presente anche al campo storico nell’area artigianale, nella persona di Dario Ceppatelli.
Altri illustri nomi accademici sono stati quelli di Marina De Marchi, Elisa Possenti, Alessandra Negri e Alessandra Marcante. Gli interventi del convegno saranno pubblicati sul canale Youtube della manifestazione a cura degli organizzatori: non perdeteveli!

Non poteva mancare l’ormai tradizionale rito di sepoltura, una sorta di “firma” dei padroni di casa, che in particolare quest’anno, hanno sottolineato con questa loro rappresentazione il tema dell’edizione ovvero “Dalla produzione nell’Italia longobarda alla riproduzione nella rievocazione storica”Come ha chiaramente espresso il presidente de La Fara Gabriele Zorzi durante la spiegazione al pubblico presente, si vuole, con questa “rievocazione” del rituale di sepoltura, rammentare che gli oggetti su cui vengono studiati e da cui ci immaginiamo usi e costumi dei nostri avi Longobardi, sono proprio quelli ritrovati nelle loro tombe.
Accompagnando la simulata deposizione con la riproduzione dei reperti rinvenuti in una particolare tomba, si chiude in qualche modo il cerchio della produzione, inumazione rituale, ritrovamento e riproduzione degli oggetti. A dar maggior rilievo al tema della manifestazione la scelta della sepoltura i cui oggetti sono stati riprodotti: quella di un orafo, un artigiano quindi, uno dei produttori dei magnifici reperti di cui possiamo oggi prendere visione.

Quanto al pubblico ci è piaciuto rilevare un grande interesse verso le attività artigianali dei gruppi presenti, dalla creazione di vaghi in vetro a quella di tessuti in feltro, alla forgiatura del ferro, e non solo verso l’innegabile spettacolarità delle dimostrazioni di combattimento. Lo spaccato a tutto tondo sulla vita nel passato è il punto centrale della divulgazione. Come prevedibile si è rilevata una maggior “timidezza” del pubblico nella partecipazione al convegno, che per specificità di argomenti e taglio deve essere stato giudicato materia per “palati già svezzati”.

Grande soddisfazione di pubblico anche per la presentazione del Tempietto Longobardo tenuta da Elena Percivaldi in una “conferenza en plein air“, di stampo insolito. Un capannello di persone si è trattenuto al termine della descrizione del noto monumento con interessate domande ad ampio spettro: un altro importante segnale dell’interesse agli argomenti proposti dalla manifestazione.

Non ci resta che attendere con curiosità le novità della prossima edizione per una manifestazione ormai ben definita ma il cui taglio prende sfaccettature diverse di anno in anno.

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