L’esercito di Cilone indagato con tecniche forensi

Avevamo già dato la notizia del ritrovamento di due fosse comuni contenenti 80 corpi risalenti al VII secolo a.C. nel delta del Faliro a sud di Atene, in Grecia.
In base a due vasi rinvenuti tra i corpi gli archeologi hanno datato la tomba tra il 675 e il 650 a.C.
Più di 2500 anni fa un nobile ateniese di nome Cilone, il primo campione dei giochi olimpici registrato dalla storia, tentò un colpo di stato ad Atene per insediarvisi come tiranno.

Un archeologo al lavoro su un teschio umano in un laboratorio presso la Scuola Americana di Archeologia di Atene il 7 luglio 2017 [Foto: Aris Messinis / AFP]

Un archeologo al lavoro su un teschio umano in un laboratorio presso la Scuola Americana di Archeologia di Atene il 7 luglio 2017 (Foto: Aris Messinis / AFP)

In base ai racconti di Tucidide ed Erodoto, Cilone raccolse un esercito di seguaci occupò l’Acropoli e fu sconfitto ma riuscì a fuggire.
Ora gli archeologi ritengono di aver rinvenuto i resti dell’esercito di Cilone nei corpi ritrovati al Faliro.

La responsabile dei lavori sul sito Stella Chrysoulaki afferma che la scoperta degli 80 scheletri non abbia uguali in Grecia. I giovani e ben nutriti uomini furono trovati disposti in tre file, alcuni proni e latri supini. tutti avevano le mani legate con catene di ferro e almeno 52 le avevano collocate al di sopra della loro testa.

Morirono per colpi alla testa, vittime di una esecuzione politica che risale a un momento tra il 675 e il 650 a.C. in base alla datazione di ceramiche rinvenute nella tomba. A quel tempo Atene stava vivendo una transizione verso la democrazia e il fatto accadde “in un contesto di turbolenze politiche, tensioni tra tiranni, aristocratici e classe operaia”, secondo le parole di Eleanna Prevedorou, ricercatore bioarcheologico appartenente al progetto.

Una foto scattata il 7 luglio 2017 mostra i ritrovamenti archeologici conservati in un laboratorio presso la Scuola Americana

Una foto scattata il 7 luglio 2017 mostra i ritrovamenti archeologici conservati in un laboratorio presso la Scuola Americana di Archeologia di Atene (Foto: Aris Messinis / AFP)

I bioarcheologi utilizzano tecniche forensi, come la profilazione del DNA, per investigare la vita e le cause di morte degli scheletri. “Utilizzeremo, grosso modo, i metodi resi famosi dalle serie televisive sulla scienza forense” ha scherzato Panagiotis Karkanas, direttore del laboratorio e geoarcheologo presso il Malcolm H. Wiener Laboratory della Scuola Americana degli Studi Classici di Atene.

La più famosa delle serie televisive “CSI: Crime Scene Investigation”, che racconta i casi risolti da una squadra di investigatori di polizia forense, ha determinato l’uso dell’acronimo CSI per descrivere la tecnologia utilizzata dagli agenti.

La squadra di Karkanas, sebbene non tecnicamente investigatori della scena del crimine, applica metodi simili ad alta tecnologia utilizzando alcuni degli stessi strumenti.

Eseguiranno una serie di test, in particolare di analisi genica, radiografica ed isotopica, per scoprire i misteri nascosti all’interno di ogni frammento di cranio e scheletro.

Qualunque indizio raccolto, darà loro un’idea di quanti anni avessero gli uomini, se fossero parenti, da dove provenissero, il loro stato di salute e dove si posizionavano sulla scala socioeconomica dei tempi.

Una foto scattata il 7 luglio 2017 mostra un teschio umano immagazzinato in un laboratorio presso la Scuola Americana di Archeologia di Atene (Foto: Aris Messinis / AFP)

Una foto scattata il 7 luglio 2017 mostra un teschio umano immagazzinato in un laboratorio presso la Scuola Americana
di Archeologia di Atene (Foto: Aris Messinis / AFP)

Ma a differenza dei drammi risolti nella serie, dove gli investigatori rivelano esattamente come e perché il crimine è avvenuto, questo “cold case” non sarà probabilmente risolto che tra cinque-sette anni.

La fossa comune è stata scoperta nella primavera dell’anno scorso in uno dei più grandi siti di scavo che della Grecia.
Anche se il sito è stato trovato un secolo fa, lo scavo su vasta scala del complesso è iniziato solo nel 2012, quando gli archeologi hanno scoperto un grosso cimitero che contiene più di 1.500 scheletri risalenti tra l’VIII e il V secolo a.C.

Più di 100 di loro hanno mostrato segni di una morte violenta.
Altri scavi su piccola scala da allora hanno scoperto altri tesori, compreso il gruppo di uomini che si crede fossero parte dell’esercito di Cilone.

Molti degli scheletri trovati erano legati, giacevano in tombe non contrassegnate, talvolta in buchi sabbiosi di dimensioni appena sufficienti a contenere un corpo.

Altri scheletri furono sepolti in pozzi aperti, collocati su pire funerarie o in urne, la forma di sepoltura preferenziale all’epoca nel caso di neonati o bambini piccoli.

Secondo i ricercatori, il cimitero misura circa 4.000 metri quadrati e tutti i 1.500 scheletri saranno col tempo portati nelle strutture del laboratorio per uno studio adeguato.

Almeno 10 degli 80 uomini trovati saranno condotti al laboratorio entro la fine dell’anno, mentre il resto rimarrà come parte di una prossima esposizione sul sito di scavo.

Uno degli scheletri già in laboratorio, con le braccia legate dietro la schiena, è un indicatore della violenza antica di Atene.
Avrebbe potuto essere un “prigioniero di guerra, un criminale o uno schiavo fuggitivo”, ha detto Prevedorou.

Anche le morti nonviolente, o le morti senza riferimento storico, in particolare le centinaia di resti di bambini trovati nelle urne, hanno una storia da raccontare, ha detto Karkanas.

Una foto scattata il 7 luglio 2017 mostra uno scheletro umano con le mani legate alla schiena in un laboratorio presso la Scuola Americana di Archeologia di Atene (Foto: Aris Messinis / AFP)

Una foto scattata il 7 luglio 2017 mostra uno scheletro umano con le mani legate alla schiena in un laboratorio presso la Scuola Americana di Archeologia di Atene (Foto: Aris Messinis / AFP)

Le ossa potrebbero rivelare gli stili di vita e le malattie dei bambini, facendo più luce sull’antica cultura e storia degli antenati.
La maggior parte della storia antica su Atene e la vita greca descrive l’elite e i vincitori, ha aggiunto Karkanas.
Ma affidarsi esclusivamente a quelle testimonianze per comprendere il passato sarebbe come “leggere quotidianamente i giornali per scoprire cosa sta succedendo nel mondo adesso”.

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