Non dimenticare la mamma: una lettera di 2000 anni fa

La prossima domenica, 8 maggio, sarà la festa della mamma, una ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo, celebrata in onore della figura di madre, della maternità e dell’influenza sociale delle madri.

La ricorrenza è piuttosto moderna e festeggiata in giornate diverse nei vari paesi. In Italia, Svizzera, Slovacchia, Croazia, Stati Uniti, Malta e Giappone si festeggia la seconda domenica di maggio, in Polonia 26 maggio, in Slovenia invece l’evento è festeggiato il 25 marzo e in Albania l’8 marzo.

La prima Giornata nazionale della Madre e del Fanciullo fu celebrata nel nostro paese il 24 dicembre 1933, nel quadro della politica della famiglia del governo fascista. Nell’occasione vennero premiate le madri più prolifiche d’Italia.

La data di maggio è stata fissata a metà degli anni cinquanta in due diverse occasioni, una legata a motivi di promozione commerciale e l’altra invece a motivi religiosi.

Nel 1956, Raul Zaccari, senatore e sindaco di Bordighera, in collaborazione con Giacomo Pallanca, presidente dell’Ente Fiera del Fiore e della Pianta Ornamentale di Bordighera-Vallecrosia, prese l’iniziativa di celebrare la festa della mamma a Bordighera, la seconda domenica di maggio del 1956, al Teatro Zeni; successivamente la festa si svolse al Palazzo del Parco.

L’anno successivo don Otello Migliosi parroco di Tordibetto di Assisi, in Umbria ebbe l’idea di celebrare la mamma non già nella sua veste sociale o biologica ma nel suo forte valore religioso, cristiano anzitutto ma anche interconfessionale, come terreno di incontro e di dialogo tra loro le varie culture: il suo tentativo è stato ricordato, in due contributi, anche dal quotidiano vaticano. La data in cui la celebrazione avvenne fu il 12 maggio 1957. Da allora, ogni anno, la parrocchia di Tordibetto celebra ufficialmente la Festa con importanti manifestazioni a carattere religioso e culturale.

Il 18 dicembre 1958 Raul Zaccari, insieme ai senatori Bellisario, Baldini, Restagno, Piasenti, Benedetti e Zannini, presentò al Senato della Repubblica un disegno di legge tendente ad ottenere l’istituzione della festa della mamma. L’iniziativa suscitò un dibattito in Senato, che si prolungò anche nell’anno successivo: alcuni senatori ritenevano inopportuno che sentimenti così intimi siano oggetto di norma di legge e temevano che la celebrazione della festa potesse risolversi in una fiera di vanità.

La festa comunque prese ugualmente piede in tutta Italia, celebrata la seconda domenica di maggio come in tanti altri paesi del mondo. In questa occasione, i bambini offrono regali alle loro madri, come disegni o altri lavoretti che hanno realizzato a scuola.

In realtà ad oggi, questa come molte altre festività, ha assunto quasi esclusivamente connotati commerciali. Come molte madri sanno non sono un regalo, un mazzo di fiori o un biglietto di auguri a essere importanti, ma la conservazione del rapporto affettivo madre-figli, soprattutto superata l’età dell’infanzia.

Lettera di Hikane al figlio Isidoro, 50-75 d.C, Egitto

Lettera di Hikane al figlio Isidoro, 50-75 d.C, Egitto

Anche in questo caso nulla sembra essere cambiato nella storia dell’umanità. Ne è testimonianza un frammento di papiro redatto in lingua greca risalente al I secolo e conosciuto come  Berenike 2.129 , rinvenuto in una discarica romana in Egitto.
Si tratta di un frammento di lettera in cui una madre di nome Hikane scrive al figlio Isidoro rimproverandolo di non scriverle. Nonostante l’incompletezza del testo, la frustrazione di Hikane è chiara.

Ecco l’apertura della lettera di Hikane:

“[Hikane] a Isidoro [suo figlio, saluti. Prima di tutto] ho ritenuto necessario, dal momento che la barca si stava mettendo in mare, di scrivere. . . me. Sono a Berenice. Ti ho scritto una lettera [? Ma non ho ricevuto una] lettera. Era per questo che ti ho portato in grembo per nove mesi e allattato per tre anni, in modo che tu non fossi in grado di ricordarti di me nemmeno per lettera? “.

Forse oggi potrebbe essere il contenuto di una telefonata o di un sms, ma il sentimento non sarebbe diverso, ne siamo certi.

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