Palio dei Quartieri di Cicciano

img_2998L’edizione 2014 si terrà dal 23/05/2014 al 25/05/2014.

Palio dei Quartieri: un po’ di storia

Secondo un’antichissima consuetudine, il primo gennaio di ogni anno i Rappresentanti della Città di Nola e dei Casali di Cimitile, San Paolo Bel Sito e Saviano si portavano in Cicciano per consegnare al Commendatore e agli altri Dignitari del paese alcuni Doni consistenti in dolci, come il marzapane e la copeta, e poi cedri, pepe e zafferano. A sua volta, il Sindaco dell’Università di Castel Cicciano ricambiava consegnando agli Ospiti ventuno carlini d’argento.

A distanza di oltre 400 anni, l’avvenimento storico viene rivissuto nella manifestazione del “Palio dei Quartieri” con la quale si intende celebrare il ritrovato spirito di amicizia, solidarietà e rispetto tra cinque comunità confinanti: Cicciano, Nola, Cimitile, San Paolo Bel Sito e Saviano.
A questa rievocazione si accompagna la manifestazione ludica della Corsa delle Botti in cui i cinque quartieri di Cicciano si sfidano per aggiudicarsi il Palio, affiancata negli ultimi anni dal Campionato nazionale della corsa delle botti di cui Cicciano è diventata tappa irrinunciabile.

I quartieri

CASTRUMIl quartiere Castrum deve il suo nome alla presenza nel cuore del paese della Casa-Fortezza, fatta erigere nel 1300 circa per ospitare la sede della precettoria dei Cavalieri Gerosolimitani che si avviava a diventare Commenda. Il quartiere in realtà non esisteva in passato, e tale nome stava ad indicare solo il fortilizio dal quale i Commendatori amministravano Cicciano. In esso è inglobato oggi tutto il territorio comunale sul quale, nei secoli scorsi, sorgeva il giardino di pertinenza della Casa-Fortezza, urbanizzato solo dopo il II dopoguerra.

LI MARENDAIl quartiere Li Marenda è disposto a nord rispetto al centro cittadino in direzione di Sasso di Roccarainola. Il toponimo fa pensare ad un luogo paludoso, vista la radice del nome. In effetti, essendo la zona più vicina alla fascia collinare che sovrasta Cicciano potrebbe essere stata in passato paludosa; ipotesi confermata ancora oggi allorquando abbondanti piogge scaricano sul quartiere copiosi flussi d’acqua che scendono anche con irruenza dalle colline. Un’ulteriore prova a sostegno di tale tesi potrebbe essere il nome della confinante zona detta “Marisco” dal longobardo “Marisk” e cioè appunto palude. 

LI ROSCIIl quartiere Li Rosci si estende a partire dalla chiesa del Corpo di Cristo in direzione di Cutignano. Il nome si potrebbe attribuire alla presenza in loco di qualche componente della “gens Roscius”, famiglia molto influente nel periodo repubblicano della storia romana. Ciò verrebbe comprovato dalla presenza nella nostra aera di cognomi quali Roscigno, Rescigno e di paesi come Rosciano. La presenza in zona nel passato di corsi d’acqua potrebbe far penzare anche all’aggettivo latino “roscidus” ovvero rugiadoso, umido, bagnato.

LI SAPPIERTIIl quartiere Li Sappierti si estendeva in una zona compresa tra l’attuale via De Luca e la chiesa del Corpo di Cristo lungo la strada che da Cicciano porta a Cancello e a Capua. In esso era in globata la vasta area che dal centro di Cicciano arrivava a Marisco e a Fellino. L’etimologia del nome è incerta, ma sicuramente l’origine è da attribuirsi al periodo romano o tardo-romano, quando nel nostro territorio si andavano insediando i primi nuclei abitativi di una certa consistenza.

LI VINTIIl quartiere Li Vinti è l’unico insieme al quartiere Li Marenda in cui dopo cinque secoli è ancora viva il toponimo medievale. Il suo territorio si estendeva dal centro del paese in direzione di Roccarainola e Comignano (attuale Comiziano) ed era definito alla sua estremità dal canale Clanio. Circa l’origine del nome si sono avanzate diverse ipotesi, ma non si è ancora giunti all’attribuzione certa del toponimo.

Cicciano: cenni storici

Cicciano si distende nel lembo settentrionale del ferace “ager nolanus”, ai piedi del monte Fellino, ultima propaggine dei rilievi di Avella, che dividono il comprensorio nolano dalla valle Caudina. L’origine del toponimo è molto discussa e tutte le ipotesi formulate non sono sorrette da sicure conferme filologiche. Secondo gli storici il nome è di sicura origine latina e potrebbe derivare da Cittianum o Citianum (etimologia più accettata) Ticianum o Titianum oppidum, Circianum (luogo dove si fanno i cerchi delle botti) o Zizzano (da zizza cioè mammella in dialetto napoletano).
La fascia calcarea collinare immediatamente a nord del paese e la stessa pianura pedemontana hanno restituito in seguito a ritrovamenti continue tracce di vita che vanno dal paleolitico superiore, e riferite alle diverse etnie campane avvicendatesi nel territorio: cavernicoli, Osci, Etruschi, Sanniti. I reperti affiorati in un area piuttosto vasta che va da Roccarainola all’estremità occidentale del monte Fellino, fanno supporre l’esistenza di piccoli villaggi pastorali ed agricoli, ubicati in prossimità dell’alveo del fiume Clanio, ora scomparso, le cui acque perenni dovevano essere indispensabili per tutte le necessità primarie.
La romanizzazione provocò nel territorio ciccianese una profonda trasfomazione etnica ed amministrativa: tra il I secolo a.C. e il I sec d.C. la zona fu interessata alle massicce deduzioni di veterani ai quali fu assegnato un appezzamento di terreno, centurazione, a spese della popolazione locale. Vi si insediarono allora tre “pagi”, Cittianum, Curanum e Cutinianum, divisi da tre arterie primarie di collegamento: La via Popolia, che distaccandosi dalla via Appia si dirigeva verso Nola fino a raggiungere il Bruttium (l’attuale Calabria); la strada che da Napoli, attraverso Acerra, Suessuola ed Avella conduceva in Hirpinia e in Apulia (l’attuale Puglia); ed infine il cosiddetto “cammino di Marcello” che collegava Cittianum all’Appia, superando il Fellino.
Con la caduta dell’impero Romano, anche i tre pagi furono travolti dalle vicende storiche dei secoli bui, subendo saccheggi e devastazioni, contesi dai vari ducati campani fino alla venuta dei Normanni.
Uno dei primi documenti storici, conservato nell’Archivio di Stato di Napoli, datato 951, testimonia la fusione di Cicciano e Curano in un unico nucleo urbano.
Il feudalesimo inquadrò anche il paese nella sua struttura socio-economica: fulcro delle attività divenne il Castrum ciccianese, circondato da un fossato alimentato con l’acqua del Clanio, dal quale il Signore esercitava le sue competenze amministrative e politiche.
Si suppone che nel sec.XIII, quando la diocesi di Avella fu soppressa e aggregata a quella di Nola, la terra di Cicciano fu data ai Templari, che in qualità di procuratori, vi edificarono una fermata per i pellegrini.
Dal 1292 a Cicciano è registrata la presenza dell’ordine Cavalleresco cristiano cattolico di S. Giovanni di Gerusalemme, anche detto degli Ospedalieri o dei Giovanniti. La precettoria divenne successivamente Commenda Magistrale del Sovrano militare ordine Gerosolomitano di Malta, sotto la giurisdizione del Gran Priorato di Capua.
Il paese conserva ancora oggi un impianto urbanistico ed architettonico che ricorda quello originario medievale: una pianta radiale con un nodo centrale , dove sorgeva il Castrum, da cui si dipartono a raggiera le principali vie di comunicazioni, collegate tra loro da vicoli dal tracciato ortogonale.

 

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