« Storia della vite e del vino dalla Preistoria a Roma

Hydria-Ricci-1

L’hydria Ricci si attribuisce ad un pittore nord-ionico, denominato del Louvre E 739, insediatosi in Etruria intorno alla metà del VI secolo a.C. Intorno alla spalla del vaso viene descritta l’intera sequenza di operazioni che si svolge durante l’esecuzione del rito del sacrificio. Di particolare importanza è l’ambientazione vegetale che incornicia le operazioni di sacrificio e di cottura delle carni, e che risulta essere strettamente connessa al rito. Si tratta di una pianta di vite che si intreccia ad un fusto d’edera. Entrambi i vegetali sono connessi con la sfera di Dioniso; in particolare si noti la relazione tra il sacerdote officiante il rito e la vite, laddove il primo è rappresentato mentre protende il kantaros e tocca con la mano sinistra il grappolo d’uva pendente sopra di lui. Si può riconoscere nel personaggio Dioniso stesso o qualcuno ad esso strettamente connesso.

L’hydria Ricci si attribuisce ad un pittore nord-ionico, denominato del Louvre E 739, insediatosi in Etruria intorno alla metà del VI secolo a.C.
Intorno alla spalla del vaso viene descritta l’intera sequenza di operazioni che si svolge durante l’esecuzione del rito del sacrificio.
Di particolare importanza è l’ambientazione vegetale che incornicia le operazioni di sacrificio e di cottura delle carni, e che risulta essere strettamente connessa al rito.
Si tratta di una pianta di vite che si intreccia ad un fusto d’edera. Entrambi i vegetali sono connessi con la sfera di Dioniso; in particolare si noti la relazione tra il sacerdote officiante il rito e la vite, laddove il primo è rappresentato mentre protende il kantaros e tocca con la mano sinistra il grappolo d’uva pendente sopra di lui. Si può riconoscere nel personaggio Dioniso stesso o qualcuno ad esso strettamente connesso.

L’hydria Ricci si attribuisce ad un pittore nord-ionico, denominato del Louvre E 739, insediatosi in Etruria intorno alla metà del VI secolo a.C.
Intorno alla spalla del vaso viene descritta l’intera sequenza di operazioni che si svolge durante l’esecuzione del rito del sacrificio.
Di particolare importanza è l’ambientazione vegetale che incornicia le operazioni di sacrificio e di cottura delle carni, e che risulta essere strettamente connessa al rito.
Si tratta di una pianta di vite che si intreccia ad un fusto d’edera. Entrambi i vegetali sono connessi con la sfera di Dioniso; in particolare si noti la relazione tra il sacerdote officiante il rito e la vite, laddove il primo è rappresentato mentre protende il kantaros e tocca con la mano sinistra il grappolo d’uva pendente sopra di lui. Si può riconoscere nel personaggio Dioniso stesso o qualcuno ad esso strettamente connesso.

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