Una ragazza Alto-medievale sotto l’Arena

Scheletri alto-medievali rinvenuti sotto l'Arena di Verona

Scheletri alto-medievali rinvenuti sotto l’Arena di Verona

Sono in corso dei lavori all’Arena di Verona: si sta scavando per far posto a nuovi impianti tecnologici per rendere possibili e sempre più apprezzabili i numerosi spettacoli che ogni anno si svolgono in quello che è considerato un Tempio della Lirica, ma che soprattutto negli ultimi decenni ha visto ospiti di ogni genere artistico.

L'Arena vista dalla sua famosa "ala", ovvero le quattro arcate superstiti della facciata esterna

L’Arena vista dalla sua famosa “ala”, ovvero le quattro arcate superstiti della facciata esterna

Ma quando si ha a che fare con un luogo di epoca romana è piuttosto difficile che i lavori non vengano interrotti da qualche scoperta: e puntualmente così è stato.
Gli scavi interessano gli arcovoli dal 58 al 60 e già nello scorso novembre sono stati rinvenuti oggetti interessanti: in particolare un sesterzio di bronzo dell’epoca dell’imperatore Claudio, che consente di datare la costruzione dell’Arena intorno agli anni 41-42 d.C., confermandone l’antecedenza rispetto al Colosseo, costruito dalla dinastia dei Flavi. Assieme a questo è stata rinvenuta un’anforetta che si ritiene sia stata utilizzata per i rituali di fondazione e oggetti di uso quotidiano come il manico di un ventaglio e i resti di un pettine in osso.

Sesterzio di bronzo dell'imperatore Claudio

Sesterzio di bronzo dell’imperatore Claudio

L’evento ha fatto affermare all’assessore Casali che “Lo scavo ha messo in luce depositi stratificati ancora ben conservati e leggibili, in grado di illustrare una pluralità di vicende di grande interesse con reperti di straordinaria importanza per conoscere le fasi edilizie del monumento e datarne con precisione il periodo di costruzione.”

 

Ma è di ieri la notizia pubblicata dal giornale locale, L’Arena appunto, di ulteriori ritrovamenti. Si tratta di tre scheletri umani rinvenuti sotto l’arcovolo 58, quello sottostante la cosiddetta “ala”,  di cui uno certamente appartenente ad una giovane di circa 18 anni, i resti della sepoltura trovati sotto terra farebbero risalire il reperto a un cimitero dell’alto Medioevo, fra VII e IX secolo. È un periodo che i precedenti interventi non avevano messo bene in luce e che, quindi, apre le porte per approfondimenti e ulteriori scoperte. Gli scavi negli arcovoli 59 e 60 avevano infatti già riportato alla luce stratificazioni di rifiuti, soprattutto di macelleria e poi sotto la pavimentazione reperti di grande importanza storica, fra cui il sesterzio dell’imperatore Claudio.
Dai due siti di scavo si ricavano anche informazioni sulla vita del monumento fra il Medioevo e la piena età moderna. L’arcovolo 60 in particolare ha permesso di leggere alcune delle vicende tecnico-costruttive dell’imponente cantiere per costruire l’anfiteatro, dalle attività di fondazione fino ai rifacimenti di età imperiale e tardo antica. Sono emersi oggetti di uso comune come anfore di età romana con piccole ossa, sedimenti da analizzare, ceramiche, monete di età claudia. Lo scenario che sembra profilarsi nell’arcovolo 58 è invece in parte diverso da quello degli altri ambienti indagati. Lo scheletro appena ritrovato era probabilmente contenuto in una cassa di legno. Successiva alla sepoltura è una fossa contenente i crani e i resti ossei di almeno altri due individui.
«I reperti recuperati confermano l’orizzonte altomedievale delle sepolture», riferisce l’archeologa Brunella Bruno. «In particolare, una tipologia di anfora per il vino, bizantina, molto rara in Italia settentrionale e caratteristica di ambienti dal punto di vista sociale ed economico, parrebbe denotare individui di un certo rango». Per la Soprintendenza la presenza di sepolture nei monumenti e nelle strutture pubbliche in disuso, fra età tardo-antica e alto Medioevo, è un fenomeno ormai ben noto in numerosi centri urbani e nella stessa Verona. «Basti pensare», dice la Bruno, «alle sepolture impiantatesi alla metà del IV secolo nell’area del Teatro Romano e in molti altri siti. L’occupazione funeraria, in questo arco di tempo, caratterizzò anche altri anfiteatri, tra cui il Colosseo».
E scattano domande: «Fra VIII e IX secolo l’Arena fu parzialmente abbandonata e gli spazi degli arcovoli, chiusi e protetti, divennero luoghi funerari in un certo senso privilegiati? Forse le sepolture erano annesse ad abitazioni? O le tombe ritrovate parlano di frequentazione religiosa?», si chiede la Bruno. «Siamo solo agli inizi delle indagini e le evidenze sono al momento assai limitate: contiamo però che la prosecuzione degli scavi nell’arcovolo 58 ci consenta di tratteggiare, con i dettagli dell’evidenza materiale che solo l’archeologia è in grado di restituire, anche questa nuova pagina di storia dell’Arena».

Attendiamo fiduciosi gli esiti delle analisi che non mancheremo di riportare.

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