Unni e coloni romani sulla frontiera Pannonica del V secolo

L’analisi degli isotopi in ossa e denti provenienti dai cimiteri di V secolo suggerisce che nomadi Unni e coloni della frontiera pannonica dell’Impero Romano potrebbero essersi mescolati tra loro

Teschio modificato da Győr, Ungheria. Lapratica della modificazione originò nelle steppe asiatiche e viene comunemente associata a Unni e popoli nomadi (Foto: Erzsébet Fóthi, Hungarian Natural History Museum Budapest)

Teschio modificato da Győr, Ungheria. La pratica della modificazione originò nelle steppe asiatiche e viene comunemente associata a Unni e popoli nomadi (Foto: Erzsébet Fóthi, Hungarian Natural History Museum Budapest)

Gli storici raccontano di attacchi violenti di Unni e altri nomadi agli insediamenti ai margini dell’Impero Romano nel V secolo. Tuttavia, l’evidenza archeologica mostra alti livelli di ibridazione tra questi gruppi di persone, evidenziando relazioni più complesse tra nomadi e coloni.

Per esaminare tali relazioni nella tarda provincia romana della Pannonia, Hakenbeck e colleghi, del Dipartimento di Archeologia e Antropologia, Università di Cambridge, hanno analizzato gli isotopi di collagene osseo, dentina e smalto dei denti da individui provenienti da cinque cimiteri del V secolo nella moderna Ungheria.

E’ stato condotto uno studio multi-isotopo per determinare le relazioni tra la popolazione nomade-pastorale Unna e altri gruppi nomadi da un lato e la popolazione agricola sedentaria della tarda provincia romana dall’altro. Le fonti storiche coeve descrivono questa relazione come conflittuale e distruttiva per la popolazione romana, ma le testimonianze archeologiche indicano alti livelli di ibridazione tra i diversi gruppi.
Sono state condotte analisi isotopiche di carbonio, azoto, stronzio e ossigeno in collagene osseo, dentina e smalto dei denti a Keszthely-Fenékpuszta, HACS-Béndekpuszta, Győr-piazza Széchenyi, Mözs e Szolnok-Szanda per esaminare queste relazioni attraverso le pratiche di sussistenza del passato.

Mappa che mostra la posizione dei siti su entrambi i lati della frontiera tardo-romana. (da Susanne E. Hakenbeck Jane Evans Hazel Chapman Erzsébet Fóthi)

Mappa che mostra la posizione dei siti su entrambi i lati della frontiera tardo-romana. (da Susanne E. Hakenbeck Jane Evans Hazel Chapman Erzsébet Fóthi)

I modelli in tutti i siti indicano un consumo di proteine animali medio-alto con poche prove di un significativo contributo delle risorse acquatiche.
Tutte le popolazioni basavano la dieta in gran parte sulle piante C4, molto probabilmente miglio. All’interno di ogni popolazione la dieta era eterogenea, con variazioni significative in termini di consumo sia di proteine ​​animali che di alimenti vegetali C3 e C4.

Alti livelli di variabilità individuale suggeriscono che le popolazioni adottarono una serie di strategie di sussistenza, in cui molti individui subirono cambiamenti significativi nel corso della loro vita.

Piuttosto che essere caratterizzato dalla sola violenza, l’afflusso storicamente documentato di popolazioni nomadi sembra aver portato a cambiamenti diffusi nel strategie di sussistenza delle popolazioni del bacino dei Carpazi. Gruppi nomadi-pastorali possono essersi adattati alla conduzione di greggi più piccole dedicandosi anche all’agricoltura, e, viceversa, le popolazioni locali possono avere sviluppato un nuovo sistema economico basato sulla pastorizia.

Lo studio completo pubblicato ieri 22 marzo 2017:
Practising pastoralism in an agricultural environment: An isotopic analysis of the impact of the Hunnic incursions on Pannonian populations

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