Visigarda

Il tesoro di Visigarda (o Wisigarda) pubblicato in un recente articolo ha riscosso curiosità e ci è stato chiesto di approfondire la vita della donna che indossava, nel suo estremo viaggio, tale meravigliosa oreficeria.

Abito di Wisigarda ricostruito per la mostra del 2013 Königinnen der Merowinger - Le regine dei Merovingi, tenutasi presso l'Archaeologisches museum di Frankfurt. Wisigarda era longobarda e morì nel 542 circa fu regina dei Franchi Sali d'Austrasia quale moglie del merovingio Teodeberto I

Abito di Wisigarda ricostruito per la mostra del 2013 Königinnen der Merowinger – Le regine dei Merovingi, tenutasi presso l’Archaeologisches museum di Frankfurt. Wisigarda era longobarda e morì nel 542 circa fu regina dei Franchi Sali d’Austrasia quale moglie del merovingio Teodeberto I

Di Visigarda sappiamo relativamente poco. Non conosciamo ad esempio con precisione l’anno di nascita, che viene posto all’incirca nel 510, in base alla data del matrimonio dei genitori. Sappiamo che fu figlia del longobardo Vacone (o Waco), re importante nella storia del popolo longobardo.
Questo la colloca come esponente della stirpe Letingia, ovvero la prima dinastia reale longobarda; prima dell’affermazione dei Letingi, i sovrani, secondo una consuetudine germanica, venivano eletti dall’assemblea del popolo in armi. Il passaggio del trono da Leti, eponimo della dinastia, al figlio Ildeoc rappresentò un decisivo passo verso la stabilizzazione e l’istituzionalizzazione della monarchia longobarda.

Sotto i sovrani della dinastia si compì il tratto conclusivo della grande migrazione che, tra l’inizio dell’era cristiana e la prima metà del VI secolo, condusse i Longobardi dalla patria ancestrale (Scandinavia meridionale) all’Europa centrale, lungo il medio corso del Danubio. La fase finale di questo processo, guidato da sovrani come Tatone e Vacone, coincise con una decisiva ascesa del potere dei Longobardi, divenuti una potenza europea degna interlocutrice di Franchi, Ostrogoti e Bizantini.

La successione tra i Letingi avveniva di regola di padre in figlio, ma usurpazioni erano spesso tollerate.
Verso il 510 Vacone imprigionò il suo predecessore e zio, Tatone, subentrandogli sul trono dei Longobardi. All’epoca il popolo, stanziato lungo il medio corso del Danubio, era in piena ascesa. Erano appena stati definitivamente sconfitti gli Eruli, che da quel momento non vennero più menzionati, probabilmente assorbiti tra le fila dei Longobardi.
Vacone diede un ulteriore impulso alla crescita dell’influenza del suo popolo attraverso una straordinaria aggressività sia militare che politica; nel 526, approfittando della morte del loro protettore Teodorico il Grande, sottomise gli Svevi e occupò le ex province romane Pannonia I e Valeria, corrispondenti all’odierna Ungheria.

Dal punto di vista diplomatico, Vacone sfruttò l’arma dei matrimoni dinastici, sposandosi tre volte: la prima volta con la principessa turingia Ranicunda, la seconda con la principessa gepida Austrigusa e infine con la principessa erula Silinga, mettendo così a segno, di volta in volta, alleanze strategiche con Turingi, Gepidi e infine con ciò che restava degli Eruli.

Proprio dalla principessa gepida Austrigusa nacque Visigarda.
Paolo Diacono la nomina nella sua Historia Langobardorum:

“…poi sposò Austrigusa, figlia dei re dei Gepidi, dalla quale ebbe due figlie, l’una che diede in moglie al re dei Franchi Teudeberto e portava il nome di Visigarda; l’altra si chiamava Valderada e fu maritata a Eusopaldo, un altro re dei Franchi”
HL, Liber I,XXI

Qualche dettaglio in più lo fornisce, nell’Historia Francorum, Gregorio di Tours. Egli ci racconta di un fidanzamento avvenuto all’incirca nel 532-33, che però non condusse subito al matrimonio.
Subito dopo infatti il vescovo narra di una campagna contro i Visigoti della Settimania, durante la quale Teodeberto si invaghì di una donna gallo-romana, Deoteria, vedova con una figlia. Questa divenne la sua amante e subito dopo la morte del padre, la sposò.
Deoteria, diede nel 535 a Teodeberto il suo unico erede maschio, Teodebaldo.

Fece seguito una tragedia familiare della gelosia. Deoteria, secondo Gregorio, era gelosa della crescente bellezza della propria figlia e temeva che potesse rubarle l’attenzione del marito. Fu così che la fece annegare gettandola da un ponte sulla Mosa, nei pressi dell’attuale città di Verdun.
Lo scandalo che ne seguì costrinse Teodeberto a ripudiarla. Finalmente prese in moglie la vecchia fidanzata, Visigarda, ma questa poco tempo dopo morì.
Da Visigarda ebbe una sola figlia, Berthoara, che Gregorio e Paolo Diacono non menzionano nemmeno, ma che troviamo citata da Venanzio Fortunato.
Non sappiamo quale sia stata la causa della morte.

Fonti: 

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