Il Premio dei Longobardi – Riflessioni sul Premio Italia Medievale 2016

Come ogni anno fin dal 2004 l’Associazione Culturale Italia Medievale  ha indetto il © Premio Italia Medievale che , come si legge nella pagina ufficiale, ha lo scopo di “assegnare annualmente un riconoscimento a personalità, istituzioni e privati che si sono particolarmente distinti nella promozione e valorizzazione del patrimonio medievale del nostro paese.”

Il Medioevo è come sappiamo un’epoca lunga e come più volte lamentato da questo sito spesso se ne esalta e racconta solo la parte finale. Quest’anno è accaduto qualcosa di nuovo nel panorama degli appassionati e studiosi di storia medievale: è emerso l’Alto Medioevo, in particolare quello Longobardo!
A partire dalle candidature per arrivare ai vincitori, il Medioevo si è per così dire “allargato” per includere nelle diverse categorie anche quella parte di storia, bistrattata spesso, che fa riferimento ai “barbari” e meno barbari germani che hanno segnato il nostro mondo italico tra il VI e il X secolo.

Non è un caso che fra le istituzioni siano stati candidati sia l’Archivio di Stato di Modena che l’Archeodromo di Poggibonsi e tra i gruppi di rievocazione ben due si rifacciano al periodo longobardo in Italia: i Bandum Freae  e La Fara.

Cosa ancora più incredibile,  tra i vincitori, oltre quelli che si occupano di Medioevo in senso lato o di tardo medioevo, vediamo comparire proprio loro.

L’Archivio di Stato di Modena riceve un inaspettato e graditissimo consenso di pubblico, ricordiamo che le votazioni sono aperte a tutti, vincendo nella categoria Istituzioni per la sua straordinaria e prolifica attività svoltasi nel 2015-2016 sul tema Bizantini e Longobardi con due mostre di cartografia storica e cicli di conferenze (oltre 35 incontri), organizzati nei territori delle due province di Modena e Bologna, con la collaborazione dei Comuni e delle Partecipanze Agrarie ubicati sull’antica fascia di confine.
E’ inoltre membro attivo nell’ambito del progetto Longobard Ways across Europe e per il prossimo 9 ottobreGiornata Nazionale del Camminare nell’Anno Nazionale dei Cammini d’Italia indetto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha organizzato “IL TEMPO LENTO DEI LONGOBARDI” ,in cammino, a piedi e in bicicletta, tra Modenese e Bolognese, nel cuore dell’antica frontiera tra Bizantini e Longobardi, lungo luoghi e sentieri vissuti da nostri lontani predecessori.

 Non è un caso che uno dei vincitori nella categoria Gruppi storici, i Bandum Freae, collabori da tempo con l’Archivio di Stato stesso, oltre che con molte altre Istituzioni.
Si tratta di un gruppo che sebbene nato da soli tre anni ha rapidamente conquistato stima e fiducia da parte di Enti e Musei grazie all’approccio documentato, lo studio e le capacità artigianali che stanno consentendo loro di riprodurre non i soli corredi ma soprattutto le abilità costruttive dei nostri avi longobardi, procedendo gradatamente tra metallurgia, falegnameria e lavorazione del vetro. Un tipo di rievocazione che non si accontenta solo degli aspetti spettacolari del combattere o del vestire, ma che entra davvero nel vivere del tempo aspirando al più puro living-history e avvicinandosi sempre più all’archeologia sperimentale.
Nell’ottica di studio condiviso e collaborazione che li distingue sono co-fondatori, con altri cinque gruppi, del recentissimo circuito Langobardia Maior che riscuote il nostro interesse e stiamo osservando con particolare attenzione.

Tra i primati di questa edizione del Premio Italia Medievale,oltre al numero eccezionale di voti raccolti (34.000 voti!) si nota anche un ex aequo, inedito per questa manifestazione. Il pari merito si è raggiunto proprio tra i due gruppi di rievocazione, entrambi longobardi! Che dire? Incredibile!

 Il gruppo de La Fara, vincitore a pari merito con i Bandum Freae, è stato fondato nel 2010 e si dedica alla rievocazione del primo periodo longobardo, fine VI secolo. Stimolati dalle copiosissime meraviglie archeologiche che il Museo Nazionale Archeologico di Cividale raccoglie, hanno da sempre una collaborazione continuativa con il museo stesso, assieme al quale danno vita all’ormai classico e annuale appuntamento di Anno Domini 568, un evento cui partecipano relatori nazionali e internazionali e che ospita gruppi di rievocazione del periodo di loro interesse spaziando tra Avari, Merovingi, Sassoni e Bizantini. Sono particolarmente rivolti al mondo rievocativo europeo dove spesso rappresentano l’epoca e la cultura longobarda, di cui studiano e riproducono le materialità del loro ricchissimo contesto geografico. Altra feconda collaborazione è quella all’interno di EMAIA che vede, oltre a quella del già citato MAN di Cividale,  anche la presenza dell’Insegnamento di Archeologia Medievale di Siena e del suo spin off Archeotipo.

Sono questi gli stessi soggetti a cui si deve la creazione dell’Archeodromo di Poggibonsi, ben noto ai nostri lettori dal momento che ne abbiamo dato notizia fin dalle sue prime fasi di costruzione e che abbiamo avuto l’onore di riprendere nel giorno della sua inaugurazione nell’ottobre del 2014.
Questo parco Archeologico dell’Alto Medioevo, il primo realizzato in Italia, è ricostruito in base ai dati di scavo di un insediamento del IX-X secolo, quando la zona in questione era sotto il dominio dei Franchi.
L’attivissimo Archeodromo oltre all’attività di divulgazione in senso stretto, alla copiosissima documentazione in rete delle fasi di ricostruzione, alle frequenti giornate di apertura al pubblico, organizza incessantemente giornate tematiche e ha all’attivo già due edizioni di Summer School in cui poter seguire i corsi di Archeologia sperimentale e molto altro nelle strutture stesse dell’Archeodromo.

Sebbene non premiata direttamente dal pubblico l’istituzione ha ricevuto il premio speciale stabilito dal Direttivo dell’Associazione Italia Medievale, che certamente ne ha riconosciuto il valore e il potenziale.

In conclusione, ci pare di poter affermare che il mondo degli operatori e degli appassionati abbia visto complessivamente un’apertura di grande portata verso l’Alto Medioevo e questo ci fa molto piacere.
Ringraziamo anche per questo l’Associazione Italia Medievale.

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