Sonagli in osso: giocattoli o amuleti contro gli spiriti maligni?

Nel bacino di Minusinsk sulla riva nord-ovest del Lago di Itkul nella Siberia meridionale, è stata ritrovata la sepoltura di un bambino di circa un anno, dal sesso non determinato, sepolto in quella che sembra una culla in legno di betulla e risalente a circa 4500 anni fa.

Il piccolo scheletro in situ (Foto: Yury Esin)

Il piccolo scheletro in situ (Foto: Yury Esin)

La tomba si trovava all’interno di un kurgan, i tipici tumuli funerari delle steppe euro-asiatiche. Attorno alla testa del piccolo vi erano 11 placche di rame dotate di fori, probabilmente per fissarle tra loro con dei lacci o su un copricapo, tracce dei lacci in cuoio sono state rinvenute nella sepoltura. Un orecchino in metallo bianco di 0,9 cm di diametro, è stato ritrovato alla sinistra del piccolo cranio. Vi erano inoltre un recipiente in ceramica, una sfera in pietra bianca di circa 4 cm forata al centro e un oggetto in legno, o i suoi resti, con chiodi di rame come ornamento.

Gli oggetti ritrovati nella sepoltura: 1–8 – figurine in osso; 9 – recipiente; 10 – sfera di pietra; 11 – oggetto in legno; 12 – anellino in metallo; 13 – placche in rame. (Immagine di Yuri Esin)

Gli oggetti ritrovati nella sepoltura: 1–8 – figurine in osso; 9 – recipiente; 10 – sfera di pietra; 11 – oggetto in legno; 12 – anellino in metallo; 13 – placche in rame. (Immagine di Yuri Esin)

Sul petto del corpo sono state trovate inoltre otto miniature scolpite finemente in corno di cervo con tracce di colorazione rossa, raffiguranti teste di uccello, alci, cinghiali, un carnivoro e figure antropomorfe. Alcune di esse sono cave e avrebbero potuto funzionare come sonagli, emettendo un suono sbattendo tra loro.
Gli studiosi Polyakov, dell’Institute for the History of Material Culture di San Pietroburgo ed Esin, del Khakassian Research Institute of Language, Literature and History ipotizzano che i “sonagli” potessero essere appesi alla culla a mo’ di giocattolo oppure avere funzione apotropaica, come amuleti contro gli spiriti maligni.

Dettaglio delle figurine in osso (Foto: Yury Esin)

Dettaglio delle figurine in osso (Foto: Yury Esin)

 

Alcune delle figurine intagliate ritrovate sul petto del bambino (Foto originali: Yury Esin, composizione La Storia Viva)

Alcune delle figurine intagliate ritrovate sul petto del bambino (Foto originali: Yury Esin, composizione La Storia Viva)

La Cultura di Okunev, cui appartiene il corpo,, si colloca nell’età del bronzo (fine III – II millennio a.C.). Pur non utilizzando la scrittura avevano raggiunto un’alta tecnologia metallurgica lavorando rame e bronzo, con produzione di armi e altri strumenti e ornamenti rinvenuti nei tumuli. Continuavano comunque a produrre anche artefatti in osso e corno. Erano dediti alla pastorizia e molte immagini animali sono presenti nell’arte rupestre nei kurgan, così come quelle di carri e carretti, dicono i due studiosi. E’ possibile che venerassero divinità antropomorfe: “In questo periodo qui nel bacino di Minusinsk le persone avevano una mitologia e rituali piuttosto complicati” dice Esin a LiveScience.

Animale fantastico inciso su pietra dal Tumulo VIII, tomba 8, Cultura di Okunev (Foto: Hermitage, San Pietroburgo)

Animale fantastico inciso su pietra dal Tumulo VIII, tomba 8, Cultura di Okunev (Foto: Hermitage, San Pietroburgo)

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